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"Guarda coi miei occhi."

- Ciena Ree

Ciena Ree, nacque sul pianeta Jelucan nel 19 BBY , figlia  di Paron  e Verine Ree , coloni discendenti da una famiglia della " Prima Ondata ", Ciena e la sua famiglia vivevano in una valle ed erano dediti all'agricoltura.

Jelucan era un pianeta dell'Orlo Esterno , le sue risorse erano l'agricoltura ed una pietra particolare, la Jelucani Fogstone , molto ricercata per la scultura. 

I coloni della Prima Ondata erano in realtà fuggiti, altre fonti dicono esiliati, dal loro pianeta per essersi rifiutati di rompere il giuramento di fedeltà al loro Re. Circa 350 anni dopo, giunse sul pianeta un secondo gruppo di coloni, la cosidetta " Seconda Ondata ".

Questi coloni si insediarono nella città principale e capitale del pianeta, Valentia , erano commercianti ed artigiani e ben presto si arricchirono, i rapporti tra i due gruppi, non furono mai buoni, i coloni della seconda ondata, consideravano quelli della prima dei poveri contadini ignoranti a loro inferiori e pieni di spocchia, in realtà i coloni della prima ondata, proprio a causa delle loro origini, ponevano l'onore ed il senso del dovere sopra ogni cosa, e piuttosto di mancare alla parola data si sarebbero fatti uccidere, oltre a ciò, avevano sviluppato un fortissimo senso della comunità e dei rituali particolari, fonte di ironia e disprezzo da parte degli appartenenti alla seconda ondata.


Biografia

Ciena nacque e crebbe in questo ambiente, avrebbe avuto una sorella gemella, Wynnet , che morì poche ore dopo la nascita, per ricordarla, portava al polso un braccialetto in cuoio, secondo le loro credenze, questo significava essere connessi con i propri cari defunti, e pronunciando la frase " Guarda con i miei occhi " si permetteva loro di vedere quello che stava accadendo.

Durante le Guerre dei Cloni , Jelucan si era schierato dalla parte della Confederazione dei Sistemi Indipendenti (CSI), finita la guerra rimase in una specie di limbo fino a quando nel 11 BBY , l'Impero Galattico lo annettè ai propri territori.

La famiglia di Ciena Ree

Per sancire l'avvenimento, venne organizzata una celebrazione con la presenza di alcune alte cariche Imperiali, tra cui spiccava il Gran Moff Wilhuff Tarkin , chiunque potesse, si recò ad assistere, in fin dei conti era la cosa più importante che accadesse su Jelucan da decenni, anche Ciena con i suoi genitori si recò in città, era la prima volta che usciva dalla valle, ma quello che la eccitava maggiormente, era il fatto che finalmente avrebbe visto dal vivo ciò che più amava, le navi.




Quando ci si mette il destino.

" Che cosa ci fai qui, feccia della valle ? "

" Volevo soltanto vedere la nave da vicino, proprio come voi. "

" Torna a rotolarti negli escrementi del tuo porcile. Il tuo posto è quello. "

" Se dovessi farlo, comincerei sicuramente da te. "

- Ciena Ree a Mothar Drik .

Giunsero al luogo ove si teneva la celebrazione, Ciena in groppa al Muunyak di famiglia, adorava quell'animale ed il suo odore, ma appena giunti un bambino della seconda ondata cominciò a prenderli in giro, Ciena lo guardò, vide i suoi vestiti sgargianti, guardò i propri e per la prima volta si sentì a disagio. 

Suo padre però le disse di non farsi influenzare, che tanto l'Impero non sapeva che farsene di quei arruffoni, l'Impero rispettava l'impegno e la lealtà, che erano i loro valori tipici, le cose stavano gia cambiando e per lei ci sarebbero state molte più opportunità. Era opera della Forza

Ciena sapeva che ormai erano rimasti in pochi a credere nella Forza, l'energia che permetteva agli esseri viventi di diventare tutt'uno con l'universo, tutte quelle storie sugli Jedi , che raccontavano gli anziani, dovevano essere per forza nient'altro che favole, però la Forza doveva esistere, aveva condotto l'Impero su Jelucan, e questo avrebbe cambiato il loro futuro.

Il Gran Moff Tarkin, prese la parola, Ciena ascoltava, non capiva molto, batteva le mani quando le battevano gli altri, però si guardava attentamente intorno e si accorse che le persone anziane, quelle che avevano partecipato alla guerra, se ne stavano silenziosi e scuri in volto, come fossero ad un funerale, una donna con i capelli grigi piangeva a capo chino.

C'erano tanti soldati, ufficiali nelle loro divise grigie o nere, assaltatori in armature bianche brillanti, poi c'erano le navi, tante navi, caccia TIE , incrociatori d'attacco, grigi come la roccia dei monti, ed in orbita, ben visibili a causa delle loro dimensioni, brillanti come stelle, si intravedevano le sagome degli Star Destroyer .

Lei però aveva visto una navetta, parcheggiata a poca distanza, forse dopo la cerimonia sarebbe riuscita a vederla da vicino.

Ci riuscì infatti, ma ben presto si trovò circondata da sei ragazzini della seconda ondata, guidati da Mothar Drik, che cominciò a prenderla pesantemente in giro, Ciena rispose per le rime e Mothar decise che era tempo di darle una lezione, si accingeva ad attaccarla quando un altro ragazzo, anche lui della seconda ondata, lo caricò a testa bassa, mandandolo a ruzzolare a terra, poi cominciò a prenderlo a pugni, gli amici di Mothar cercarono di fermarlo, ma Ciena intervenne in suo aiuto, ben presto si trovarono con le spalle al muro, due contro sei.

Ciena osservò il suo soccorritore, era calmo, determinato, nonostante avesse un labbro spaccato, nonostante l'evidente inferiorità numerica, non sembrava spaventato, anzi..... .

Poi improvvisamente, comparve il Gran Moff in persona, seguito dai suoi ufficiali e da un gran numero di assaltatori in armatura bianca, Mothar ed i suoi accoliti se la diedero a gambe, Ciena ed il suo alleato rimasero dov'erano,  Tarkin si avvicinò, si pose di fronte a loro chiedendo spiegazioni.

Ciena si fece coraggio, raccontò al Gran Moff cos'era accaduto e di come il ragazzo fosse corso in suo aiuto, Tarkin lo guardò, poi lo rimproverò per aver attaccato in così manifesta inferiorità numerica, ma il ragazzo gli rispose che era sicuro che qualcuno sarebbe venuto in loro soccorso, Tarkin sorrise e lo lodò per il suo intuito strategico.

Ciena si sentiva in colpa, lo disse a Tarkin, però non voleva fare nulla di male, voleva solo vedere un'astronave da vicino; Tarkin si chinò su di loro, dicendo che capiva la loro curiosità, ed inoltre si erano dimostrati coraggiosi, rimanendo mentre gli altri fuggivano, poi chiese loro che tipo di nave fosse quella che avevano di fronte, i due risposero all'unisono: " Una navetta classe Lambda. "

Ciena Ree e Thane Kyrell si presentano al Gran Moff

Tarkin chiese loro se desiderassero visitarla, ai due non sembrava vero, il Gran Moff li fece salire e sedere al posto dei piloti, Ciena non stava nella pelle, poi chiese loro dove fossero alcuni strumenti, i due risposero sempre correttamente ed all'unisono, Tarkin visibilmente compiaciuto, chiese come si chiamassero:

" Io sono Thane Kyrell "

" Io mi chiamo Ciena Ree, Signore "

" Non vi piacerebbe servire l'Imperatore, un giorno, e pilotare una di queste astronavi ? Potreste diventare il capitano Kyrell ed il capitano Ree. Che ne dite ? "

Ciena non riusciva ad immaginare un destino migliore del diventare un ufficiale della Flotta Imperiale, dal sorriso stampato sul volto di Thane, capì che anche lui stava pensando la stessa cosa, gli bisbigliò che avrebbero dovuto studiare duramente, ed imparare a pilotare le rispose lui, Ciena si sentì perduta, non aveva una nave con cui fare pratica, ed il suo simulatore era troppo vecchio per servire a qualcosa. 

Thane però trovò la soluzione, le disse che poteva fare pratica con lui a casa sua, anzi aveva bisogno di un secondo pilota, un sacco di manovre lo richiedevano.

Ciena sentì che sarebbero divenuti grandi amici.


Cinque anni dopo

Divennero grandi amici, a dispetto di tutto e di tutti, il padre di Ciena non vedeva di buon occhio l'amicizia tra i due ragazzi, soprattutto perchè Thane era un seconda ondata, avrebbe voluto che Ciena si esercitasse con i nuovi simulatori di Valentia, piuttosto che accettasse i suoi regali, a volte, litigavano, ma Ciena era irremovibile, Thane era suo amico, e non le regalava nulla, loro collaboravano.

La famiglia di Thane non la vedeva di buon occhio, più o meno per gli stessi motivi, per cui cercava di evitare di incontrarsi con i suoi genitori, ma il più sgarbato ed offensivo era Dalven , il fratello di Thane, tanto che Thane una volta gli aveva spaccato un labbro, prima che i suoi genitori li separassero.

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Erano anni che volavano con il V-171 di Dalven, a dire il vero Dalven glielo aveva vietato, ma lui era stato ammesso in un'accademia di second'ordine, perciò potevano usarlo senza problemi, avevano sviluppato delle piccole tradizioni, per decidere chi dovesse pilotare giocavano a lucertola, rospo e serpente; vinceva quasi sempre Ciena, ma a Thane non importava poi molto, diceva che un cadetto doveva saper fare anche il secondo pilota e l'artigliere.

Avevano trovato una grotta nascosta nelle vicinanze dell'hangar del V-171, e l'avevano trasformata nel loro rifugio, nel corso degli anni vi avevano installato un bel po' di comodità, un sistema di riscaldamento a protoni, giochi olografici, tappeti in pelle, lenzuola pesanti, tutte cose che avevano recuperato, ma che rendevano la Fortezza, così l'avevano chiamata, comoda ed accogliente.

Ciena si era accorta che qualche volta Thane si soffermava a guardare qualche sua rotondità, a lei non dispiaceva, anche lei, ogni tanto lo osservava, soprattutto quando erano nella fortezza e la luce del tramonto gli illuminava i capelli di una luce rossa e dava un particolare colorito alla sua carnagione, era affascinante o per lo meno lo sarebbe diventato.

Ciena qualche pensierino l'aveva fatto, ma poi aveva deciso che erano troppo amici per innamorarsi l'una dell'altro, e poi al solo pensiero di quello che sarebbe accaduto con le loro famiglie, poi aveva capito, anche se Thane non glielo aveva mai detto, che i rapporti con il padre non erano buoni, più volte aveva notato i lividi che aveva sulla pelle, cosa sarebbe accaduto se gli avesse detto di stare assieme ad una ragazza della prima ondata ?

Ciena portava un bracciale in cuoio in ricordo della sorella gemella Wynnet

Un giorno Thane le chiese cosa significasse quella frase che diceva spesso: " Guarda con i miei occhi ", Ciena si trovo così a raccontargli di sua sorella gemella, Wynnet, di cosa significasse quel braccialetto che portava sempre al polso, di come lei facesse vedere a Wynnet, ciò che lei vedeva, la faceva guardare attraverso i suoi occhi, Thane la ascoltava, sinceramente interessato.

A volte studiavano nella fortezza, Thane portava il suo Droide istruttore CZ-1, soprattutto quando dovettero prepararsi per accedere ai corsi propedeutici all'accademia, Ciena era disperata, era convinta di non farcela, ma Thane era al suo fianco e continuava a spronarla: " Ce la faremo " era il suo mantra, : " Ce la faremo ! "

Ce la fecero, ma ora le cose si fecero ancora più difficili, gli esami e le prove non finivano mai, e se ne sbagliavi uno eri fuori, niente accademia, Ciena e Thane erano sempre tra i primi, ma un giorno.... .

Una volta al mese, avevano una prova di Resistenza ed Agilità, la prova consisteva in una corsa ad ostacoli, ed ogni mese era sempre più difficile, complicata e pericolosa, chi non la completava poteva dare addio alle speranze di entrare in accademia, non che uno venisse espulso, ma si finiva nella lista dei prossimi bocciati, ed in una buona posizione.

Quel giorno, Ciena vide Thane crollare in pista, gli si avvicinò, si chinò su di lui, Thane la guardò, e poi scoppiò, le raccontò tutto, suo padre l'aveva picchiato a sangue, Ciena lo spronò, gli disse che non doveva lasciare che suo padre l'avesse vinta, Thane riuscì a rialzarsi ed a terminare la gara, arrivò ultimo, ma arrivò, poi, mentre erano soli nello spogliatoio, Thane sollevò la maglietta, in modo che Ciena potesse vedere, Ciena vide e non disse nulla, prese la cassetta del pronto soccorso e cominciò a medicare le ferite, una ad una, e continuò finchè Thane non stette meglio.


Accademia

Erano tutti schierati nel cortile della scuola, attendevano che fossero comunicate le destinazioni, cioè in che accademia ed su quale pianeta si sarebbero dovuti trasferire, ma non tutti avrebbero dovuto partire, molti non sarebbero stati ammessi.

Ciena era sui carboni ardenti, non era riuscita a chiudere occhio la notte precedente, Thane cercò di farla ridere, aveva preparato una serie di piani di riserva nel caso non fossero stati ammessi, glieli stava illustrando quando uscì il supervisore, tutti si irrigidirono sull'attenti, cominciò a leggere le accademie in ordine alfabetico, per ognuna chiamava coloro che erano stati ammessi, Ciena sbuffò, ci sarebbe voluta una vita, prima di sapere se era stata ammessa o no.

Accademia Imperiale Reale di Coruscant , era l'accademia più prestigiosa di tutta la galassia, frequentarla garantiva l'accesso alle più alte cariche della Flotta Imperiale, Accademia Imperiale Reale di Coruscant, Thane Kyell e Ciena Ree, Ciena era convinta di aver capito male, era sempre stato il suo sogno, ma guardò Thane, vide che sorrideva, lo sentì mormorare " Ce l'ho fatta, me ne vado. " capì che non era un sogno, era la realtà.

Come aveva detto lei a suo padre, ce l'avevano fatta tutti e due.

I primi tempi

Ciena decise che Coruscant era stupenda, era una scarica di energia, si sentiva tutta eccitata, Thane invece sembrava impaurito, era tutto così frenetico, il traffico poi, la loro navetta sembrava dovesse scontrarsi con non si quanti altri veicoli, ritirarono i propri data chip, dovevano prepararsi per il ricevimento dei nuovi cadetti, presentarsi ai loro compagni di corso, Ciena affrontò tutto con un sorriso raggiante, in pochi istanti fu separata da Thane, si trovò in una calca di cadetti tutti alla ricerca del proprio alloggio.

Riuscì a trovare il suo, e conobbe le sue compagne di stanza, Kendy Idele e Jude Edivon, due ragazze molto simpatiche, sarebbero andate d'accordo di sicuro, indossò l'uniforme, si pavoneggiò dinanzi allo specchio e si precipitò per arrivare alla cerimonia di benvenuto in tempo.

Il discorso del comandante Deenlark, la colse di sorpresa, il punto principale era il fatto che non dovevano più considerarsi cittadini di questo o quel pianeta, ma cittadini dell'Impero, dovevano recidere i legami con il loro pianeta natale e considerarsi degli Imperiali e soltanto degli imperiali, alla cerimonia seguì il banchetto e dopo un po' di tempo libero per familiarizzare con altri studenti, ritrovò Thane, anzi fu lui a trovare lei, chiacchierarono brevemente, poi si separarono, ma prima di dividersi Thane le sussurrò: " Ce la farai. " Ciena lo guardò e gli rispose: " Anche tu. "

Erano passati alcuni mesi, i corsi erano duri, ma Ciena riusciva a primeggiare in quasi tutte le discipline, tranne che nel tiro a segno, aveva dei buoni punteggi, ma non alti come avrebbe voluto, di conseguenza il suo punteggio totale era calato, così appena aveva un momento libero, si recava al poligono a fare pratica.

Quel giorno, le sue compagne di stanza l'avevano accompagnata, ma non è che fossero di grande aiuto, non facevano altro che parlare di ragazzi, e lei non riusciva a concentrarsi. Poi cominciarono a parlare di Thane, Kendy iniziò dicendo che era proprio carino, Ciena colpì il bersaglio tre volte in rapida successione; 

" Si è....uh, allungato. "

" E' normale a quest'età, anche se devo ammettere che Thane si sta sviluppando molto bene. "

" Piantatela, ragazze. Non riesco a mirare se mi fate ridere. "

" Davvero non ti interessa nemmeno un po' ? "

" Le relazioni fisiche o sentimentali tra cadetti sono proibite. E poi Ciena conosce Thane da quando erano bambini. E' logico pensare che ormai siano un po' come fratello e sorella. Perciò è normale che non provino attrazione l'uno per l'altra. "

Ciena non rispose, che pensassero quello che volevano, almeno avrebbero smesso di fare domande, il nocciolo della questione, stava nel fatto che non sapeva esattamente cosa provasse per Thane, era qualcosa che stava maturando pian piano, ma nello stesso tempo sentiva di essere in competizione con lui, anche se gioiva dei suoi buoni risultati e faceva il tifo per lui, cosa che d'altra parte, anche Thane faceva.


Chi passa per primo ?

Poi iniziarono a volare, volare sul serio, non al simulatore, l'istruttore assegnò ad ogni cadetto una speeder bike e per rendere la faccenda più interessante, era stata decisa una piccola gara, era stato predisposto un circuito, con dieci punti di controllo, i punti di controllo erano abbastaza larghi da permettere il passaggio di una speeder bike alla volta, il primo che avesse attraversato tutti e dieci i punti di controllo avrebbe guadagnato cinquanta punti.

Ciena aveva gia deciso la strategia di gara, era sicura che tutti si sarebbero accalcati sui più vicini, lei sarebbe partita dall'ultimo, nessuno l'avrebbe ostacolata, poi tornando indietro avrebbe fatto gli altri, era sicura di vincere.

Salì sulla speeder bike e la mise in moto, controllò che tutto fosse regolare, le protezioni, il casco, pronta.poi venne il segnale di partenza, scattarono all'unisono, ma appena fuori dall'edificio, invertì la rotta e si diresse verso il controllo più lontano, ma non era sola, una decina di speeder bike la seguiva e su una c'era Thane, Ciena sorrise, sarebbe stata una bella gara.

Il vero problema in quella gara era scegliere la rotta migliore in modo da poter sfruttare al massimo le prestazioni del velivolo, Ciena ci stava riuscendo benissimo, ormai aveva staccato tutti, tutti tranne uno, ovviamente Thane, era l'unico che potesse starle alla pari, volavano appaiati, il punto di controllo era vicino, nessuno dei due cedeva, poi accadde l'inevitabile, si toccarono, anzi, si scontrarono, e le pinne direzionali si incastrarono, cercarono di staccarsi, ma non c'era nulla da fare.

Il punto di controllo era vicinissimo, non avrebbe avuto il tempo di virare, così fece l'unica cosa possibile, gli puntò dritta contro, Thane fece lo stesso, nello stesso istante, i due velivoli passarono appaiati attraverso il punto di controllo, sfiorandone i lati.

Ciena si accorse che nonostante le pinne direzionali agganciate tra loro, riuscivano a mantenere velocità ed equilibrio, se non fosse stata con Thane, avrebbe spento il motore e si sarebbe fermata, ma era con Thane, nessuno pilotava come loro due, si guardarono e decisero di finire la gara.

Quello che accadde dopo, ebbe dell'incredibile, le due speeder bike erano divenute una sola, traversarono tutti i punti di controllo con delle manovre al limite del possibile, atterrarono per primi, poi scesero tutti gli altri, e si diressero alla loro volta, protestando per l'accaduto e chiedendo a gran voce che fossero squalificati.

Ciena era nauseata, non avevano infranto nessuna regola, anzi avevano dimostrato di essere in grado di gestire una emergenza operativa, e questi li accusavano di aver barato, mettevano in dubbio il suo onore, giunse l'istruttore, il quale si limito a commentare che era stata una cosa originale, ed assegnò venticinque punti a testa.

Thane prese la mano di Ciena e la sollevò in segno di vittoria, poi abbassò il braccio, ma non le lasciò la mano, neppure Ciena lo fece.



Sabotaggio

Passarono i mesi, iniziarono nuovi corsi, e sia Ciena che Thane eccellevano sempre, poi fu avviato il progetto del cannone laser, il concetto era semplice, poteva accadere che un soldato si trovasse diviso dai propri compagni, oppure che l'arma che aveva in dotazione non fosse abbastanza potente per distruggere il nemico, oppure che fosse danneggiata, cosa poteva fare per sopravvivere mentre attendeva i soccorsi e nello stesso tempo danneggiare o mettere fuori combattimento il nemico ? 

Poteva costruirsi un'arma più potente utilizzando componenti imperiali standard. Così i cadetti si ritrovarono a dover costruire un cannone laser, utilizzando i pezzi di ricambio che avevano a disposizione, a Thane non piaceva molto la meccanica, preferiva di gran lunga volare e sparare, ma era deciso a prendere il massimo dei voti.

Ciena stava uscendo dalla palestra con Jude e Kendy, naturalmente l'argomento in discussione era il solito, i ragazzi, e altrettanto naturalmente, considerando la presenza di Ciena, parlavano di Thane, Ciena si accorse di essere gelosa, le dava fastidio quando le sue amiche parlavano di Thane in certi termini, non era così che voleva sentirsi, ma non poteva farci niente, era come un fuoco che le bruciava dentro, fortunatamente cambiarono discorso, avevano un giorno libero, dovevano programmare cosa fare.

Il giorno dopo furono ispezionati i cannoni laser, Ciena era sull'attenti dinanzi al suo, l'aveva assemblato alla perfezione, utilizzando a bella posta i componenti più logori e in pessime condizioni, voleva che gli istruttori si rendessero conto che poteva costruire un'arma del genere nelle peggiori condizioni tattiche possibili.

Il comandante Harn, stava ispezionando la fila di cannoni, dietro ognuno di essi c'era, sull'attenti, il cadetto che l'aveva costruito. Harn, faceva accendere il pannello di controllo, poi lo apriva, controllava i collegamenti, non faceva nessun commento e passava al sucessivo, finalmente arrivò a quello di Ciena, lo accese e controllò i parametri dell'arma, efficienza e potenza, la guardò, visibilmente impressionato, poi passò a quello di Thane.

Premette il pulsante di accensione, ma non successe nulla, Thane sbiancò, Ciena non si sentiva affatto bene, voleva battere Thane, ma non in questo modo. Harn scrisse qualcosa sul suo Datapad, poi si rivolse a Thane, gli disse che avrebbe aperto il pannello  per vedere dove fosse l'errore, ma appena aprì il suo volto si indurì, Thane imprecò, Harn non lo rimproverò, anzi fece un cenno ai cadetti affinchè si avvicinassero, anche Ciena si avvicinò, si fece largo ed arrivò a guardarci dentro, si accorse subito cos'era che non andava, il cannone di Thane era stato sabotato, i fili erano stati tagliati.

" Risolveremo questo problema in fretta. "

" Chiunque abbia pensato che avrebbe preso un voto migliore così, se ne pentirà amaramente. "

Il comandante Harn si avvicinò al pannello di controllo dell'ingresso principale, poggiò il palmo della mano su di esso e chiese:

" Quanti altri cadetti sono entrati in questa stanza, da soli, dopo l'ultima visita del cadetto Kyrell e prima di Questa ispezione ? "

" Uno " 

" Chi ? "

" L-P-8-8-8, cadetto Ciena Ree. "

Pochi istanti dopo Ciena era nell'ufficio del comandante Deenkark, era un'incubo, la accusavano di aver sabotato il cannone di Thane per pura ambizione, ma non era quello il peggio, avevano messo in dubbio il suo onore, e se l'avessero espulsa ? Come avrebbe potuto tornare su Jelucan ? Primo, non ne avrebbe avuto il coraggio, secondo, i suoi genitori non l'avrebbero neanche fatta entrare in casa.

Fu in quel momento che il comandante Harn entrò nell'ufficio, comunicando che un cadetto aveva una prova che poteva scagionare Ciena, si fece avanti Jude, con un datapad in mano, Deenlark la invitò a parlare e Jude lo fece, dapprima informò i presenti che nel momento in cui si presumeva che Ciena fosse penetrata nell'officina, in realtà era con lei ed il cadetto Idele, ciò risultava da un'attenta analisi dei registri della palestra, del turboascensore e della loro camera, Jude riteneva che il sabotatore avesse non solo manomesso il cannone di Thane, ma anche il computer dell'officina, facendo in modo che il cadetto Ree apparisse colpevole, in parole povere, Ciena era stata incastrata.

Deenlark però non sembrava convinto, i registri si potevano falsificare, e se non si trovava chi lo avesse fatto, per lui la colpevole era Ciena, Jude non rispose subito, Deenlark si alzò, le si avvicinò, allora Jude disse che lei sapeva chi era stato, ma non ne era sicura, i registri potevano essere falsati.

Deenlark torreggiava su di lei, Jude si decise, sembrava che l'artefice di tutto questo inganno fosse il cadetto Thane Kyrell.

Ciena non poteva crederci, Thane non avrebbe mai fatto una cosa del genere, ma il tarlo del dubbio si era ormai insinuato nella sua mente, se Thane avesse temuto di fallire, avrebbe potuto farlo, specie se avesse pensato che lei potesse prendere un buon voto, superandolo ed arrivando al primo posto nella graduatoria del corso.

Thane non le avrebbe mai fatto una cosa del genere, ma Jude non lo avrebbe mai accusato a caso, non lei, era la sua migliore amica, sapeva che lei teneva a Thane, però Jude era un mostro con i computer, nessuno era più bravo di lei, se era arrivata a quel risultato..... .

Thane venne chiamato nell'ufficio del Comandante Deenkark, quando entrò vide Ciena sull'attenti, era sicuro che non avesse nulla a che fare con il sabotaggio, beh, non al cento per cento, ma al novantacinque sì, non riuscì a guardala negli occhi, Deenlark parlò, disse loro che non si riusciva ad arrivare alla verità, i registri erano stati falsati, questo era sicuro, ma non si capiva da chi, di conseguenza, aveva deciso che ambedue avevano fallito la prova e che i loro punteggi sarebbero stati abbassati di conseguenza.

Non sarebbero stati espulsi, non poteva espellere due piloti con il loro talento senza prove più che certe, ma se fosse accaduto un altro incidente simile, li avrebbe espulsi entrambi.


Nulla sarà come prima

Uscirono dall'ufficio, erano soli nel corridoio, potevano parlare, erano sicuri che nessuno di loro due aveva fatto ciò di cui erano stati accusati, allora chi ? Ciena fece il nome di Ved Foslo, un compagno di stanza di Thane, figlio di un generale e molto ambizioso ed invidioso dei loro risultati, Thane lo escluse, troppo ligio alle regole.

Decisero che dovevano scoprire il colpevole, e fargliela pagare, avevano bisogno di Jude.

Jude li aiutò, trovò un terminale libero e si mise al lavoro, Ciena e Thane accanto a lei, lavorò per parecchi minuti, Ciena si sentì osservata, si girò e si accorse che Thane la stava guardando, distolse subito gli occhi, e Ciena si sentì arrossire, Jude aveva ottenuto un risultato, sembrava che il colpevole fosse un ufficiale superiore, Ciena scosse la testa, volevano far apparire colpevole un istruttore ? 

Jude le disse che non si trattava di un istruttore, ma di un ufficiale dellUfficio di Valutazione degli studenti, Thane scattò, era convinto che lo avessero fatto per favorire il figlio di qualche alto ufficiale, Ciena si rendeva conto che stavano entrando in un territorio molto pericoloso, non si potevano mettere in discussione i metodi dell'accademia, mai.

Thane non la ascoltava, era furioso, anche Ciena cominciava a perdere il controllo, 

" Sei veramente convinta che tutto quello che fanno l'accademia e l'Impero sia perfetto ? "

" E tu invece pensi che ogni persona importante sia cattiva come tuo padre ? "

" Non nominare mai più mio padre. Non sono affari tuoi. CAPITO ! "

" Ti rendi conto che dovremo chiedere spiegazioni ? "

" Vuoi accusare gli ufficiali dell'accademia di averci sabotato, ora ? "

" Sì ! Voglio che lo ammettano e si scusino ! E' l'unico modo per riprenderci i voti che ci spettano.... "

" Non succederà mai, se facciamo una cosa del genere ! Ci espelleranno talmente in fretta che non avremo neppure il tempo di fare le valigie. "

" Non vuoi nemmeno provarci ? "

" Peggioreremo soltanto le cose, Thane "

" Quindi ti sta bene così. Secondo te dovrei semplicemente accettare di aver sprecato il mio primo anno di corso. "

" Proprio così. Dovresti lasciar perdere, fartene una ragione e CRESCERE !

" Non pensavo fossi così vigliacca. "

" Ed io non pensavo che tu non avessi la stoffa per servire l'Impero. Ora però sto cominciando a ricredermi. "

" Risparmiami le tue conclusioni, va bene ? Non abbiamo più nulla da dirci. "

Thane si girò e se ne andò, Ciena era furibonda, ma non voleva che se ne andasse così, lo richiamò, chiedendogli se non voleva vedere cos'altro avesse trovato Jude, Thane le rispose in tono sprezzante che non gli interessava, sapeva gia come stavano le cose, ed anche lei lo sapeva, solo che era troppo ingenua per crederci. Il tono in cui lo disse, colpì Ciena come uno schiaffo in pieno volto, rimase li, mentre lui se ne andava, consapevole del fatto che tra loro due nulla sarebbe più stato come prima, si era creata una frattura, 

Jude le stava parlando, ma Ciena non capiva, il video del terminale era sempre più sfocato, si asciugò gli occhi con il dorso della mano, poi Jude si alzò, l'abbracciò e Ciena pianse.

Erano passati due anni e mezzo, gli esami erano sempre più difficili, tutto era sempre più difficile, c'erano sempre più posti vuoti, i rapporti tra Ciena e Thane non si erano mai completamente ricuciti, anche se in alcune occasioni sembrava quasi che fossero tornati quelli di un tempo, in realtà, tra loro era nata una rivalità senza uguali, erano sempre in competizione, poi le loro strade si divisero, Thane fu iscritto al corso per piloti, Ciena a quello di comando, Thane fu contento, avrebbero avuto meno occasioni di incontrarsi, non avrebbe dovuto vederla tutti i giorni, non avrebbe dovuto sopportare il suo modo freddo e distaccato.

Ma c'era dell'altro, Ciena sembrava sempre più convinta che l'Impero fosse perfetto e che tutti gli abitanti della galassia ne tessessero le lodi, Thane invece aveva dei dubbi, c'erano cose che non gli tornavano, l'Impero stava fagocitando pianeti su pianeti, sfruttandone le risorse a proprio esclusivo vantaggio, si stavano formando dei gruppi che combattevano l'impero, si erano autodenominati ribelli, per Thane erano terroristi, ma non gli importava, non aveva intenzione di lasciare la Flotta imperiale, dove avrebbe potuto pilotare le navi più potenti della galassia, ed avere inoltre uno stipendio sicuro, e poi, se fosse rimasto non sarebbe più dovuto ritornare su Jelucan.

Un giorno, si incontrarono per caso, e Thane si rese conto che Ciena era turbata, era dubbioso se avvicinarla o no, poi ruppe gli indugi e la chiamò, Ciena si girò verso di lui, Thane le chiese se si sentiva bene, Ciena rispose che non aveva niente, il tono in cui lo disse, fece capire a Thane che avrebbe fatto meglio ad andarsene, ma non era quello che voleva, rimase ed a poco a poco, riuscì a capire che era morto il muunjak di famiglia, la consolò, e per un istante fu tutto come una volta, ma fu un attimo, poi Ciena addusse una scusa e si allontanò, Thane ci restò male, molto male.

Ciena non era contenta, succedeva sempre così, quando cominciavano a parlarsi, lei si ricordava la lite, di come lui l'avesse esclusa dalla sua vita, era lui che se la prendeva se lei lo superava, era lui che....... stava esagerando e lo sapeva, loro erano stati veri amici ed in un certo senso lo erano ancora, ma Ciena non riusciva ad accettarlo, il fatto che Thane l'avesse esclusa le bruciava come non mai, ed erano gia passati due anni e mezzo.


Il ricevimento al Palazzo Imperiale

Poco tempo dopo il conseguimento del diploma, il comandante annunciò che i cadetti con i migliori risultati sarebbero stati invitati al ricevimento ed al ballo che si sarebbero tenuti a Palazzo Imperiale, Ciena e Jude si trovarono inserite nell'elenco degli invitati, scorrendo i nomi, videro che c'erano anche Thane e Ved Foslo, perchè proprio quei due ? Jude le fece notare che, visti i risultati era inevitabile che ci fossero, Ciena non era contenta, ma fece buon viso a cattivo gioco.


Poi sorse il problema del vestito, Ciena voleva andare in uniforme, Jude le disse che doveva mettersi un abito da

Ciena al ricevimento a Palazzo Imperiale

sera, anzi glielo avrebbe regalato lei, Ciena rifiutò, ma Jude insistette, dopo un lungo battibeccare giunsero ad un compromesso, gliene avrebbe noleggiato uno.


Così Ciena ebbe il suo primo abito da sera, entrò nel salone del ricevimento e si unì alla miriade di invitati guardandosi attorno stupita, era tutto magnifico, gli ambienti erano maestosi, persino l'aria era profumata, poi vide Ved e Thane, Ved indossava gli abiti tipici di Coruscant, chiaramente i più lussuosi, ma scompariva di fronte a Thane che pure si era presentato in uniforme, solo ora, Ciena si accorse di che razza d'uomo fosse diventato, si sentiva confusa e lo fu ancor di più quando si accorse di come lui la guardava.

Giunse il momento del ballo, e neanche avessero fatto apposta, Ciena si trovò in coppia con Thane e Jude con Ved, cominciò il ballo, lui la prese tra le braccia e iniziò a guidarla, scambiarono qualche battuta, ma poi Ciena si accorse del calore delle mani di Thane sulla sua schiena, stava bene, perchè si erano allontanati? Il ballo finì, si staccarono, per tutta l'ora successiva, Ciena ballò, scherzò, rispose alle domande che le venivano rivolte, ma in realtà non ricordava nulla di tutto ciò, stava pensando a Thane ed alla frattura che si era creata tra loro, doveva venirne a capo.

Improvvisamente se lo trovò dietro, lo riconobbe senza guardarlo, Thane le disse che dovevano parlare, avrebbero gia dovuto farlo molto tempo prima, Ciena gli chiese se volesse scusarsi, lui le rispose che non capiva di cosa dovesse scusarsi, stavano per litigare di nuovo, ma Ved si intromise tra loro, ubriaco fradicio per giunta:

" Voi due, siete così stupidi. "

" Come hai detto ? "

" Ho detto che siete stupidi. Tu. Thane. Tutti e due. Siete troppo stupidi.  Continuate a frignare per quella storia del cannone laser. Ma chi se ne importa ? E poi, non avete capito niente lo stesso. "

" Sei stato tu ? "

" No! Io ? Perchè dovrei essere stato io ? Ancora non avete capito, vero ? Siete solo due bifolchi arrivati da una roccia ai confini della galassia.... è ovvio che non sappiate come funzionino davvero l'accademia e la Flotta Imperiale.... "

" Perchè non ce lo spieghi tu ? "

" Andiamo all'accademia per diventare cittadini dell'Impero. Agli istruttori non piace che i cadetti provenienti dagli stessi pianeti rimangano vicini gli uni agli altri; rinforza i loro legami con i pianeti di origine. Indebolisce la loro devozione nei confronti dell'Impero. "

" Non è vero ! "

" Vi hanno incastrato. Vi hanno incastrato in modo che vi odiaste, e voi ci siete cascati. "

" Quando ci hanno abbassato i voti a causa di quel progetto.... tu sei salito al primo posto . "

" Sei ancora convinto che sia stato io ? Ti sbagli di grosso. Io non so modificare i dati in quel modo. Neppure Jude ci riesce. Solo gli istruttori possono farlo. "

" Tutto è accaduto per impedire che continuaste a fare affidamento l'una sull'altro, e voi idioti di Jelucan, avete reagito proprio come si aspettavano, se non peggio. Loro volevano che voi litigaste un po', non che...... Voi non vi siete arrabbiati e basta. Praticamente avete cominciato ad odiarvi. Perciò suppongo siate i loro cadetti ideali. "

Si girò e se ne andò, Ciena era sconvolta, non riusciva a capire, Thane aveva ragione, aveva sempre avuto ragione, lei non aveva capito, lei si era lasciata allontanare da lui, doveva riflettere, anche Thane era sconvolto, le si avvicinò, ma lei si allontanò, non era il momento, doveva riflettere. Lui non capì il suo atteggiamento, doveva parlarle, da solo, da soli.

Alla fine del ballo, Thane si mise alla ricerca di Ciena, la trovò con Jude, si avvicinò , Ciena non si sottrasse stavolta, dovevano parlare.

Dopo che Jude si fu allontanata, Ciena si voltò verso Thane, con le mani giunte, Thane non sapeva cosa significasse, ma sapeva che era un gesto importante per i Prima Ondata, poi parlò, gli disse che non era riuscita a credere che l'accademia fosse responsabile, che aveva messo in dubbio il suo onore, Thane la interruppe, non era solo colpa sua, la colpa era di quelli dell'Ufficio Valutazione Studenti, Ciena lo fermò, loro avevano sbagliato,  Thane annuì, poi le disse che aveva ragione lei a non voler affrontare gli istruttori, li avrebbero espulsi di sicuro, andarono avanti così per un po', ma poi Thane disse chiaro e tondo che lui rivoleva la sua amica e la rivoleva subito, Ciena sorrise, era tanto che non sorrideva così, si sedettero su una panchina accanto ad una fontana appena fuori della sala da ballo e parlarono sino all'alba.

Quando finalmente si alzarono, si resero conto di quanto fossero stanchi, Thane le offrì il braccio, lei lo accettò:

" Sono così felice di riaverti con me. "

" Anche io. "


Al servizio dell'Impero

Devastator

" Allora, dove ti hanno mandata ? "

" A bordo di uno Star Destroyer, il Devastator. "

" Accidenti ! E' uno dei migliori della flotta . "

" E tu invece ? Dove andrai ? "

" Sono stato assegnato alla flotta di difesa di una stazione spaziale. "

" Quale ? "

" Ecco, la cosa strana è che non lo so. A quanto pare, è una stazione spaziale nuova e segretissima . "

- Thane Kyrell e Ciena Ree

Finalmente vennero comunicate le assegnazioni, Ciena era stata assegnata ad uno Star Destroyer, il Devastator, Thane ad una nuova e segretissima stazione spaziale, si promisero di mantenersi in contatto e poi raggiunsero le loro destinazioni.

Per i primi tempi, Ciena non si sentiva come un vero ufficiale imperiale, ma piuttosto come una visitatrice, un'ospite, ma poi, si trovò in combattimento con una piccola nave ribelle, la cosa che la stupì, fu che i ribelli rispondevano al fuoco, come potevano pensare di poter sfidare uno Star Destroyer, erano pazzi?

Il comandante in plancia, con fare quasi annoiata, ordinò di avvicinarsi e di agganciare la nave ribelle con un raggio traente, Ciena attivò il raggio, agganciò la piccola nave bianca e cominciò ad attirarla verso il Devastator, poi sollevò gli occhi dalla consolle per godersi lo spettacolo dal vivo.

Un tempo avrebbe data la vittoria per scontata, in fin dei conti i ribelli non erano altro che dei terroristi, ma poi era accaduto, era accaduto l'inverosimile, i ribelli avevano attaccato ed avevano vinto, non solo, si erano impadroniti di informazioni segretissime.

La nave continuava a trasmettere di essere in missione diplomatica, ma tutti, Ciena compresa, ignorarono il messaggio, arrivò l'ordine di abbordare la Tantive IV e di arrestare immediatamente la principessa Leia Organa, Ciena era stupita, la principessa una traditrice ?.

Dalla Tantive IV si staccò un guscio di salvataggio, i sensori segnalarono quattro forme di vita all'interno, fu abbattuto senza pietà, un altro guscio si staccò dalla nave ribelle, era vuoto, non fu abbattuto.

Poco dopo, Ciena venne mandata a portare copie dei dati all'ufficiale degli affari interni dell'Ufficio di Sicurezza, strada facendo si incontrò con Nash Windrider, un vecchio compagno d'accademia Alderaaniano, gli espresse il suo dispiacere per come si era comportata la principessa, ma Nash tagliò corto, secondo lui si sarebbe risolto tutto.

Arrivò nella plancia principale, era ammaliata, quei corridoi così lunghi, gli schermi enormi, le innumerevoli consolle, era veramente il cuore del Devastator, si scosse e consegnò al capitano Ronnadam i dati, il capitano li prese senza degnarla di uno sguardo, poi continuò il suo lavoro, Ciena rimase li, sull'attenti ad aspettare di essere congedata, ma poi, una voce tagliente alle sue spalle, redarguì il capitano Ronnadam, si voltò e riconobbe immediatamente, sebbene fosse un ologramma, il Gran Moff Tarkin.

" Sembri conoscermi, tenente, ma non mi pare che abbiamo mai prestato servizio assieme. Come ti chiami ? "

" Sono il tenente Ciena Ree, L-P-8-8-8. Vengo da Jelucan, Signore. "

Tarkin ricordò che si era recato su Jelucan quando il pianeta era stato annesso all'Impero, Ciena rispose che l'aveva incontrato proprio allora, era ancora una bambina, Tarkin le chiese se per caso era una dei due bambini che erano entrati nell'hangar della navetta, alla risposta affermativa di Ciena fu compiaciuto, e lo fu ancor di più quando seppe che anche Thane era nella flotta, le disse che si sarebbe informato dei loro progressi, poi la salutò, un saluto affabile, amichevole, Ciena sorrise, felice, era proprio una bella giornata.

Alderaan non c'era più, al suo posto c'era un'enorme distesa di detriti, ancora incandescenti, tutto ciò che restava di un pianeta e di miliardi di persone, avrebbe voluto piangere, ma non poteva, poi notò l'ufficiale alla consolle accanto alla sua.

Nash Windrider. pallido come un morto, il suo pianeta, la sua casa, la sua gente, tutto questo non c'era più, Ciena gli si avvicinò, gli strinse la mano, Nash vi si aggrappò, come fosse un'ancora di salvezza, Ciena lo accompagnò al turboascensore che portava al Devastator.

Ciena avrebbe voluto trovare Thane, ma decise che era meglio parlare con Jude, lei di sicuro sarebbe stata in grado di spiegarle parecchie cose, ma soprattutto perchè !

In effetti Jude sapeva come funzionava il cannone, come era alimentato, era convinta che sarebbe stato utilizzato per altri scopi, era sorpresa di come era stato utilizzato, Ciena però la incalzava, non perchè fosse convinta che Jude sapesse, ma perchè voleva essere, in qualche modo, rassicurata, voleva una spiegazione logica, di qualsiasi tipo, militare, politica, economica qualsiasi cosa che potesse in qualche modo giustificare l'accaduto, non poteva ammettere che fosse stato fatto per pura malvagità, che l'Impero fosse malvagio.

Jude non poteva esaudire i suoi desideri, ma aveva una capacità di analisi che Ciena le aveva sempre invidiato, cominciò spiegando che si era resa conto che i ribelli erano molto più numerosi e pericolosi di quello che si poteva pensare, e che loro erano addestrati a combattereuna guerra, proseguì spiegando la sua idea e cioè che Alderaan fosse stato distrutto per evitare una minaccia ancor più grave, cioè che in ultima analisi la colpa di ciò che era successo, fosse da ascrivere alla sconsiderata sfrontatezza dei ribelli.

La distruzione di Alderaan, la morte di miliardi di persone erano servite per dimostrare ai ribelli l'inutilità dei loro attacchi, non potevano in nessun modo opporsi alla potenza dell'Impero, in definitiva avevano evitato una guerra che avrebbe ucciso molte più persone di quelle morte su Alderaan.

In pratica, la Morte Nera, così era stata chiamata la stazione, aveva salvato più vite di quelle che aveva ucciso. Era stata l'Alleanza Ribelle a provocare l'Impero. Ora che aveva capito di chi era la colpa si sentiva molto meglio.

Non fece però a tempo a terminare la discussione con Jude ed a incontrarsi con Thane, il Devastator doveva partire al più presto, doveva tornare a bordo.


Yavin

Il Devastator aveva lasciato la Morte Nera, ma non aveva interrotto i collegamenti con la stazione spaziale, anche perchè Darth Vader era rimasto sulla stazione, gli schermi mostravano Yavin, un gigante rosso gassoso, ed una delle sue lune, Yavin 4, si diceva che la base ribelle fosse nascosta li.

Ciena stava pensando a Thane, sapeva che era stato mandato su Dantooine, avrebbe voluto parlare con lui di quello che era accaduto, non era stato possibile, guardava la luna, almeno stavolta avevano il bersaglio giusto, non sarebbero morte miliardi di persone, questo era un bersaglio militare.

Un comandante vicino alla sua postazione mormorò incredulo che i ribelli dovevano essere disperati per attaccare la Morte Nera  con una manciata di caccia stellari, uno schermo mostrava gli X-Wing ribelli che si infilavano in un canalone inseguiti dai Caccia TIE, Ciena si chiedeva se c'era proprio bisogno di mandare dei caccia contro quella penosa squadriglia ribelle.

La battaglia si svolgeva a tale velocità che ben presto i caccia scomparvero, nascosti dalla mole della Morte Nera, mentre attendevano che il combattimento venisse inquadrato da un'altra olocamera, notarono un X-Wing ed un vecchio mercantile che si allontanavano dalla Morte Nera a velocità subluce.

Il lavoro in plancia proseguì ininterrotto per un pò, poi cominciò a rallentare, Ciena sapeva perchè, tutti aspettavano di vedere Yavin 4 esplodere, Ciena non voleva vedere, ma non poteva farne a meno, si preparò mentalmente al lampo di luce, ma improvvisamente tutti gli schermi collegati alla Morte Nera si spensero.

Tutti, assieme, nel medesimo istante, anche la trasmissione dei dati era cessata, cominciarono a cercare eventuali guasti del sistema, un corto circuito, Ciena sapeva, sentiva che era tutto a posto; il comandante la guardò con un'espressione strana, avanzò l'ipotesi che i ribelli fossero riusciti a creare un'interferenza, oppure avevano distrutto i sistemi di comunicazione della stazione.

Ciena sentiva che non era così, ma l'alternativa era ..... impensabile.

Da ore gli ufficiali superiori del Devastator erano in riunione, non era ancora stato comunicato nulla. Erano ore che Ciena ascoltava le comunicazioni, niente, dalla Morte Nera non arrivava niente, si era messa ad esaminare ad esaminare i pacchetti di dati giunti dalla stazione, poi riconobbe il codice di Jude su uno dei pacchetti, lo aprì subito, senza pensare se potesse o no.

Il rapporto di Jude era molto importante,aveva analizzato le geometrie dell'attacco ribelle, era giunta alla conclusione che i ribelli miravano ad un punto preciso, una luce di scarico o qualcosa del genere, non si capiva molto bene, quel punto era il punto debole della Morte Nera e se l'attacco fosse riuscito le conseguenze per la stazione potevano essere fatali. Non c'era risposta.

Cosa intendeva Jude per fatali ?, Forse che avrebbe causato grosse perdite in settori cruciali ? Aveva certamente più senso del fatto che un X-Wing potesse distruggere la Morte Nera, una base grande quanto una luna.

C'era sempre quel silenzio radio.

Ciena comunicò la sua scoperta al Centro di Comando, poco dopo la convocarono nell'hangar quarantasette, le ordinarono di condurre, con il tenente Sai, un mercantile classe Gozanti nel sistema di Yavin, prendere contatto con Darth Vader e riportarlo a bordo del Devastator.

Se Darth Vader era vivo ed era riuscito a mettersi in contatto, significava che la stazione era intatta, o che per lo meno non era accaduto nulla di grave, il seguito delle istruzioni però sembrava fatto apposta per alimentare i suoi dubbi; dovevano mantenere l'assoluto silenzio radio, a meno che Vader non ordinasse altrimenti o che ci fossero degli imprevisti.

Il tenente Sai, non disse una parola, ma non appena furono nella cabina di pilotaggio ed ebbero compiuto il salto nell'iperspazio, espresse tutte le sue preoccupazioni, non capiva cosa dovessero fare, come dovevano comportarsi, non dovevano prendere contatto con la Morte Nera, come potevano attraccare senza chiedere il permesso ? Tra un fiume di parole ed interrogativi, trovò il tempo di presentarsi, si chiamava Berisse.

Un segnale acustico le avvisò che erano giunte nel sistema di Yavin, si prepararono ad uscire dall'iperspazio.

Si ritrovarono all'inferno, erano ai margini di un enorme campo di detriti metallici che fluttuavano in tutte le direzioni, alcuni pezzi erano giganteschi, altri erano piccolissimi, schegge metalliche colpirono la loro nave, conficcandosi nel vetro degli oblò.

La Morte Nera non c'era più.

Adesso sapeva che Jude era morta, che tutti erano morti, centinaia di migliaia di soldati, ufficiali, marinai, gente che conosceva e che era morta senza neppure sapere di essere in pericolo, ma Jude lo sapeva, aveva avuto paura ? Aveva capito che stava per morire ?

Intercettarono il segnale di Vader, Ciena si mosse in automatico, si diresse verso il punto di chiamata, in realtà stava pensando a Jude, aveva voglia di piangere, di gridare, non capiva perchè gli ufficiali superiori non avessero detto niente, non avevano avvisato la flotta, non avevano avvertito nessuno. Perchè ? Poi si rese conto che lei e Sai erano le prime a vedere quello che era successo, allora capì che la sua missione non era solo recuperare Darth Vader, ma anche confermare quello che tutti temevano, confermare un altro massacro.

Trovarono il caccia di Vader, si avvicinarono, lo agganciarono lo trassero nella loro nave, Sai le chiese se avesse mai incontrato Lord Vader, alla risposta negativa di Ciena disse che allora toccava a lei, Ciena accoglierlo sulla nave.

Ciena non era sicura che Sai le stesse facendo una cortesia, mentre aspettava che si equilibrasse la pressione nell'hangar, per poter entrare, ripassò mentalmente quello che sapeva su di lui, era un uomo molto potente, era il braccio destro dell'Imperatore, sapeva dominare la Forza, piegarla alla sua volontà, il portello pressurizzato si aprì con un sibilo, e lo vide per la prima volta.

era rivestito da un'armatura nera, scintillante che gli nascondeva completamente il volto e qualsiasi altra parte del corpo, era dotato di un sistema di supporto vitale sofisticatissimo, un mantello nero gli scendeva dalle spalle sino a terra. Quando si fece avanti, si accorse di quanto fosse alto, l'uomo più alto che avesse mai visto, ma la cosa che più impressionava era il respiro, il sibilo del suo apparato di respirazione, ebbe paura, quell'uomo trasudava male, era il male, male allo stato puro, si sentì mancare l'aria, poi parlò, con una profonda voce metallica che le fece accaponare la pelle.

" Siete qui per ordine dell'Imperatore ? "

" Abbiamo ricevuto l'ordine dagli ufficiali in comando del Devastator. Non siamo state informate riguardo ad eventuali contatti con l'Imperatore. "

" Tu e l'altro pilota resterete nella stiva per tutto il resto del viaggio. Prenderò il comando di questa nave finchè non saremo tornati al Devastator. "

" Sissignore. "

Ciena si sedette nella stiva, la schiena appoggiata alla paratia, non doveva fare nulla, se solo avesse potuto non pensare, invece no, tutti i ricordi di Jude le affollavano la mente, fu raggiunta da Berisse, che si scusò con lei per averla mandata a ricevere Vader, incontrarlo la prima volta era spaventoso.

Una volta rientrata al Devastator, venne congedata, si recò ai suoi alloggi, si rinfrescò, e poi finalmente potè piangere per Jude, si ricompose e fece per tornare alla sua branda ma vide Nash, camminava lentamente, sembrava un automa, però la sua divisa era in perfetto ordine, lo raggiunse, scambiarono alcune frasi di convenienza, Nash era evidentemente sotto shock, Ciena si offrì di fare il turno al suo posto ma lui rifiutò, poi però disse qualcosa che fece gelare il sangue nelle vene di Ciena, la nave di Thane era stata richiamata sulla Morte Nera, non sapevano però se fosse attraccata prima dell'esplosione oppure se non avesse attraccato.

Non poteva essere, non Thane, non poteva aver perso anche lui.



Il fuoco divampa

" Ho temuto di averti perso. Ho sopportato tutto il resto perchè dovevo, ma quando ho capito che potevi essere morto... mi sono resa conto che non sarei mai riuscita a superarlo. "

" Ho passato un'intera settimana senza sapere se fossi viva o morta. L'Impero ha subito un duro colpo, stiamo per entrare in guerra e non me ne importava assolutamente nulla. Riuscivo a pensare solo a te. "

- Ciena Ree e Thane Kyrell si incontrano nell'hangar del Devastator

Era passata una settimana prima di ricevere notizie, poi aveva saputo che il trasporto con Thane a bordo stava per attraccare al Devastator, Ciena si era precipitata nell'hangar, voleva vederlo, doveva vederlo, c'erano moltissimi soldati, assaltatori, ufficiali, marinai e c'era lui, lo vide in distanza, lo chiamò, non capì mai come fece a sentirla in  quella confusione, Thane si fermò, si girò, la vide e cominciò a farsi largo a gomitate per raggiungerla.

Ciena si precipitò verso di lui, lo abbracciò al volo, Thane la strinse a se così forte da mozzarle il fiato, passato il primo attimo cominciarono a parlare, all'unisono, ognuno voleva far partecipe l'altro delle sue ansie, delle sue paure, ma avevano poco tempo, non potevano perdere un attimo, tenendosi per mano si fecero strada tra la folla sino ad un corridoio laterale, era completamente vuoto.

Ritrovarsi

Thane le scostò un ricciolo dalla guancia e le prese il volto tra le mani, le chiese se stava bene, Ciena gli raccontò di Nash, di Jude, Thane l'abbracciò, Ciena si rifugiò nel suo petto, non si erano mai abbracciati così, eppure si sentiva bene, sentiva che era giusto, naturale, era tutto come doveva essere.

Si dissero quanta paura avevano avuto l'una per l'altro e viceversa, Thane la strinse ancora più forte, Ciena si sollevò in punta di piedi per stringerlo più forte, le dita di Thane le esploravano il volto, mentre la baciava sulla fronte, le sollevò il viso, ma Ciena si allungò verso di lui e poggiò le labbra sulle sue; il loro primo bacio.

Rimasero così a lungo, rendendosi conto che non era l'unizio, era il palesarsi dell'inizio, di un qualcosa che era in loro da tantissimo tempo, si staccarono, si guardarono, sapevano di avere i minuti contati, si promisero di rivedersi presto, intanto si sarebbero mantenuti in contatto.



" Com'è possibile che mi manchi, se sei ancora qui ? "

" Il problema è che mi manchi gia anche tu. "

Si baciarono di nuovo, poi lo accompagnò al suo trasporto, alla base della rampa, lo baciò per l'ultima volta, tra i frizzi ed i lazzi degli altri ufficiali, poi corse via, raggiunse la propria postazione, fu raggiunta da Berisse, che le si affiancò, scoppiarono a ridere, mentre Ciena si stirava la divisa con le mani, poi si mise al lavoro, ma su uno schermo richiamò l'immagine dell'hangar, vide il Watchtower sganciarsi e partire, portando Thane con sé.


Uno strano messaggio.

" Non riesco a credere che tu stia usando l'Holonet.... ma sono davvero felice ! E' bello rivederti. "

" Anch'io sono contento di vederti. Dobbiamo parlare. Non ti ho svegliato, vero ? "

- Ciena Ree e Thane Kyrell

Tempo dopo, Ciena ricevette una chiamata da Thane via Holonet, ne fu estremamente contenta, ma nello stesso tempo preoccupata, Thane non avrebbe chiamato se non avesse avuto un motivo particolare, si esprimeva in un modo strano, quasi sibillino, dapprima accennò velatamente alla distruzione della Morte Nera, poi al loro futuro, dovevano aspettare che finisse la guerra ? 

Ciena non sapeva cosa rispondere, si lasciò trascinare dall'istinto, gli rispose che non potevano stare a guardare, ma che in ogni caso avrebbero affrontato ogni difficoltà, ogni sacrificio, ma l'avrebbero fatto assieme.

Thane le disse che si sarebbero rivisti presto, lo disse con un tono così perentorio, così convinto che Ciena non potè fare a meno di chiedersi se non sapesse qualcosa che lei non sapeva, il tempo della chiamata stava per scadere, si salutarono, Ciena gli lanciò un bacio  con la punta delle dita, poi tutto finì.

Qualche sera dopo, nella sua branda, non riusciva a dormire, era preoccupata per Nash, lo disse alla sua compagna di stanza, Berisse, ma Berisse aveva sonno, non aveva voglia di discutere, così lasciò perdere e si mise a pensare all'olomessaggio di poche sere prima, si addormentò sperando che Thane venisse trasferito al Devastator come pilota di caccia TIE, un sogno che l'accompagnò per tutta la notte.

Ma il mattino seguente il sogno si trasformò in incubo.


Thane è un disertore ?

" Dev'esserci un errore. Avrai capito male. "

" Sono stato suo compagno di stanza per tre anni. Fidati, conosco bene il suo nome. "

" Tenente Thane Kyrell, codice A-V-4-7. ha disertato tre giorni fa su Kerev Doi. "

- Ciena Ree e Nash Windrider

Fu Nash a darle la notizia, Thane aveva disertato tre giorni prima, Ciena non riusciva a crederci, non poteva averlo fatto, aveva prestato giuramento, ci potevano essere mille motivi, poteva essere precipitato, poteva essere stato rapito, poteva......., Nash non le lasciò molte speranze, un ufficiale degli affari interni l'aveva gia interrogato facendogli un sacco di domande su Thane, sulla sua lealtà, sulle sue idee politiche e su tutto quello che gli veniva in mente.

Ciena decise di giocare d'anticipo, si recò dalla responsabile degli affari interni, il capitano Ronnadam.

" Sono venuta di mia volontà per fornirle tutte le informazioni che ho sul tenente Kyrell, signore. "

" Ah, il nostro vagabondo di Kerev Doi. Ameno che non sia gia partito. Credi che sia un traditore o che abbia semplicemente disertato ? "

" Non è un traditore ! "

Ciena cercò di spiegare il comportamento di Thane, disse che odiava i ribelli, che li considerava terroristi, che era rimasto molto scosso dalla distruzione della Morte Nera, dove aveva perso molti amici, che aveva un rapporto molto conflittuale con la sua famiglia, che la sua vera famiglia era il corpo degli ufficiali, 

Ronnadam era pensierosa,  non era certo il primo ufficiale ad andare in crisi, un tempo, per una simile mancanza, sarebbe stato espulso con ignominia, ma i tempi erano cambiati, i casi venivano valutati con molta più attenzione, se fosse rientrato in servizio, non gli sarebbe accaduto praticamente nulla; disse tutto questo a Ciena che si sentì sollevata.

Poi le chiese se sapesse dov'era Thane, Ciena le rispose che non ne aveva idea, ma sapeva dove cercarlo, su Jelucan.

Ronnadam la guardò, poi le ordinò di prendere il primo volo per Jelucan, cercare Thane dappertutto, una volta che l'avesse trovato, cercare di capire se si fosse unito alla ribellione, se così fosse, doveva riferire ogni cosa.

Ciena era felice, aveva l'occasione di salvare Thane, ma si trovava dinanzi ad una scelta, essere leale nei confronti dei suoi superiori e tradire i suoi amici, oppure essere leale agli amici e tradire i superiori ?

Pur di trovare Thane, era disposta a pagare qualsiasi prezzo.


......e dirsi addio

" Che cosa hai combinato, Thane ? "

Passarono un paio di settimane,  Ciena era su Jelucan, ma di Thane non v'era traccia, eppure era sicura, doveva essere sul pianeta, poi lo trovò, viveva nell'attico di un edificio che ospitava una taverna al pian terreno, decise di andarci di notte, era più sicuro, non per lei, visti gli ordini che aveva ricevuto, ma per Thane, nel caso fosse....... .

Si procurò un mezzo di pattuglia monoposto, attese la notte e si diresse alla taverna, parcheggiò dinanzi all'edificio, entrò e si diresse verso la camera di Thane, i suoi passi rimbombavano nel corridoio, si fermò dinanzi alla porta, bussò, dall'interno una voce insonnolita domandò chi mai fosse. 

" Sono qui in missione ufficiale. "

La porta si spalancò di colpo, si sentì tirare all'interno della camera, il tempo di chiudere la porta e si trovò tra le braccia di Thane che la baciava, Ciena non fu da meno, rimasero così abbracciati, assaporandosi, poi si staccarono e Ciena gli rivolse uno sguardo preoccupato, chiedendogli cosa avesse mai combinato.

Unìora dopo erano nella taverna, avevano un tavolino tutto per loro, Ciena non avrebbe voluto scendere, ma Thane l'aveva convinta che non correvano alcun pericolo, aveva ragione, parlavano fitto fitto a bassa voce, cercava di convincerlo a rientrare, gli disse che non gli avrebbero fatto niente, insistette, ma Thane era categorico, non voleva tornare.

Ciena non riusciva a rendersene conto, come, tre anni in accademia per poi buttare tutto all'aria così? Thane le raccontò dei Bodach'i, di come si era sentito, del bambino, di tante altre cose, non riusciva più ad indossare l'uniforme.

Non aveva intenzione di unirsi alla Ribellione, non aveva dimenticato cos'era accaduto alla Morte Nera, ma non aveva nemmeno dimenticato Alderaan, non poteva dimenticare due miliardi di persone annientate per dare una lezione, Ciena gli ricordò anche i due milioni della Morte Nera.

Ciena non riusciva ad arrabbiarsi con Thane, avrebbe dovuto, ma non ci riusciva, discussero a lungo, ma le loro posizioni non cambiarono, poi Thane le chiese esplicitamente da che parte sarebbe stata, Ciena gli rispose che per lei era una questione di principio, avevano giurato di servire l'Impero, non potevano infrangere il giuramento, mai.

" Sei ancora la ragazzina della valle che ho conosciuto. Non mancheresti mai alla parola data, neppure se dipendesse da un Imperatore e da una flotta che non ti meritano. "

"  E tu sei ancora il ragazzino della seconda ondata che preferisce infrangere le promesse piuttosto che mantenerle. "

" Non è facile lasciarti. E la cosa più difficile che abbia mai fatto in vita mia. "

" Mi denuncerai ? "

" Non lo so "

" Non lo sai. Fantastico. Sai almeno se mi denuncerai stanotte ? "

" Certo che no. "

" Anche a costo di infrangere il tuo giuramento ? E che mi dici del tuo prezioso onore ? "

" Non so cosa farò domani. Stasera, adesso, scelgo la mia lealtà verso di te. "

Ciena non riuscì a trattenersi, lo prese per la giacca e lo attirò a se, voleva che stesse con lei, non voleva credere che se ne sarebbe andato. Si baciarono, a lungo, non volevano staccarsi, quando lo fecero, Ciena appoggiò la fronte alla sua: 

" Andiamo di sopra. "

" Sei sicura ? "

" Sì ! "

Ciena si svegliò abbracciata a Thane, , ricominciarono la loro discussione anche se era inutile, sapevano entrambi che nessuno dei due avrebbe ceduto, Ciena per non infrangere il suo giuramento, Thane per non rinunciare alla sua coscienza, inoltre sapevano che se uno dei due avesse cambiato idea, in poco tempo avrebbe perso il rispetto dell'altro, l'amore si sarebbe trasformato in astio e poi in odio.

Ciena si alzò dal letto, doveva andarsene, voleva andarsene, porre fine a quel tormento, ma Thane la trattenne, lei lo guardò, gli disse di non rendere tutto più difficile, ma era difficile anche andarsene, così Ciena decise di tagliare la testa al toro, gli disse che doveva andarsene da Jelucan, ed andarsene velocemente, entro la fine della settimana l'avrebbe denunciato.

Thane la guardò come se l'avesse pugnalato, Ciena continuò dicendogli che doveva andarsene, trovarsi un lavoro nell'Orlo Esterno, dove nessuno l'avrebbe mai cercato, Thane protestò dicendole che non aveva bisogno dei suoi consigli, ma Ciena fu inflessibile, gli disse chiaro e tondo che aveva gia perso fin troppo tempo a commiserarsi, aveva capito!

Thane rispose che se ne sarebbe andato al più presto, entro la fine della settimana, rimarcò Ciena, entro la fine della settimana, assentì Thane, a questo punto Ciena avrebbe dovuto andarsene, ma non lo fece, gli accarezzò il volto, Thane era confuso, non sapeva cosa fare, avrebbe voluto cacciarla, avrebbe voluto tenersela stretta, in ambedue i casi avrebbe sofferto, ma quando Ciena si chinò su di lui, l'attirò delicatamente a se.

Avevano ancora parte della notte, non vi avrebbero rinunciato.


Thane è morto

Rientrata sul Devastator, aveva compilato il suo rapporto e lo aveva presentato al capitano Ronnadam, che lo scorse velocemente e le chiese se era certa di quanto aveva scritto, cioè che il tenente Kyrell era morto, Ciena rispose che non aveva potuto vedere il cadavere, la sepoltura all'aperto, praticata su Jelucan, rendeva irriconoscibili i cadaveri in pochi giorni, Ronnadam commentò che era una usanza barbara, Ciena tacque, Ronnadam continuò dicendo che avrebbe potuto trattarsi di un incidente o di un suicidio, Ciena confermò, non le riusciva facile mentire, si sentiva l'amaro in bocca, ma aveva deciso di dare a Thane una possibilità.

Per far passare la settimana che gli aveva dato, era andata a trovare i propri genitori, aveva avuto modo di riflettere, se l'avesse denunciato, l'Impero l'avrebbe trovato e processato, così aveva deciso di essere leale per l'ultima volta.

Ronnadam firmò il rapporto senza neanche finire di leggerlo, si complimentò con Ciena per l'ottimo lavoro svolto e la congedò.

Ciena si sentì come se avesse tradito , non sarebbe accaduto mai più, avrebbe servito l'Impero con tutta se stessa, non avrebbe mai più amato una persona più del suo stesso onore.



Sette mesi ABY

Ciena stava pilotando una navetta su Ivarujar, quel pianeta sembrava l'inferno, in lontananza poteva vedere il vulcano che con la sua mega eruzione stava cambiando il pianeta, ci sarebbero voluti anni prima di poter rivedere il cielo.

Il Devastator aveva mandato parecchie navette per evacuare la guarnigione imperiale di stanza sul pianeta, a lei era toccata la missione più difficile, la sua era la navetta che si doveva avvicinare di più al vulcano, entrarono in contatto visivo con gli assaltatori che dovevano recuperare, erano tutti sul tetto di un edificio, erano in formazione, rigidi ed immobili, attendavano, ma la lava si stava avvicinando.

Ciena ordinò al pilota di avvicinarsi, ma il pilota era titubante, il calore generava turbolenze e correnti anomale che avrebbero potuto destabilizzare la navetta, Ciena disse al pilota di passarle i comandi, questi per paura di essere denunciato per codardia le rispose di essere in grado di pilotare la navetta anche in quelle condizioni, lei gli disse che ne era convinta, ma lui aveva la forza per trasportare i feriti che lei non aveva, tranquilizzato, il pilota le cedette i comandi.

Ciena scese verso il tetto della guarnigione, riuscì a stabilizzare la navetta, doveva avvicinarsi volando tra i palazzi, con la lava che fluiva per le strade sotto di loro, riuscì ad atterrare, caricarono gli assaltatori ormai allo stremo delle forze.

Stava per decollare, quando notò che sul tetto di un edificio in distanza si erano radunate delle persone, se fossero rimaste li, sarebbero morte di sicuro, la decisione fu immediata, comunicò al pilota che avrebbero fatto un'altra fermata, avrebbero imbarcato più persone possibile.

Decollò, le correnti d'aria erano fortissime, la navetta ondeggiava e si inbarcava in tutti i modi possibili, Ciena si alzò il più possibile, si portò sulla verticale dell'edificio e poi scese il più velocemente possibile, il vulcano ruggiva, probabilmente avrebbe eruttato nuovamente in pochi minuti, il rischio era enorme, avrebbe dovuto andarsene, ma non poteva abbandonare quei civili alla morte, in fin dei conti, nessuno le aveva ordinato di non salvare i civili..

Atterrò e scese dalla cabina per aiutare la gente a salire, caricò tutti, la navetta era in sovraccarico, riprese i comandi e decollò alla massima potenza, intorno a loro tutto bruciava, stava per scatenarsi una tempesta di fuoco, la navetta barcollò come fosse ubriaca, Ciena la tenne, puntò verso il cielo, salivano lentamente, ma stavano salendo, Ciena impassibile lottò contro le correnti finchè non furono fuori pericolo, solo allora si rilassò e cedette i comandi al pilota, sentiva gli assaltatori ed i civili esultare nella stiva.

Venne chiamata a rapporto dal capitano Ronnadam, che le diede una solenne reprimenda per non aver comunicato i suoi piani ai superiori, le fu inflitta una punizione, cinque settimane di turni doppi, ma era un prezzo piccolo da pagare per aver salvato delle vite.

Era contenta, non aveva mai volato così bene in vita sua, avrebbe voluto raccontarlo a Thane, descrivergli i tornado fiammeggianti, le sarebbe piaciuto, ma non poteva, il peggio era che anche le cose che la inorgoglivano, perdevano significato se non poteva condividerle con lui.


Executor

" Il tuo servizio in questi ultimi due anni è stato impeccabile, capitano Ree. "

- L'ammiraglio Ozzel al capitano Ree

L'ammiraglio Ozzel la chiamò a rapporto, dopo averle fatto i complimenti per il suo stato di servizio, le comunico che

Ciena 11.jpg

era stata trasferita all'Executor su richiesta personale di Darth Vader, un grande onore, aggiunse, Ciena non ne era molto sicura, lei lo aveva visto alla deriva nello spazio, impotente, sapeva che Vader non voleva che qualcuno lo credesse vulnerabile, forse voleva che si ricordasse che lei lo era.

Ozzel non aveva finito, rimarcò il fatto che nonostante le sue mansioni non glielo imponessero, aveva continuato ad addestrarsi al pilotaggio, utilizzando regolarmente i simulatori di volo, le sue prestazioni avevano superato ogni aspettativa dei suoi superiori, se avesse continuato così, presto sarebbe stata promossa a comandante.

Pensierosa, si aggirava per i corridoi dell'Executor, giunta ad un ponte di osservazione, si fermò, guardò lo spazio, chissà dov'era Thane, di sicuro se n'era andato da Jelucan, sicuramente aveva trovato un lavoro, sicuramente si sarà rifatto una vita, sicuramente sarà felice, raddrizzò la schiena, si lisciò la giacca dell'uniforme, eccola ritornata l'irreprensibile ufficiale, ma la sua mente vagava, ora pensava ai suoi, comunicava con loro almeno ogni dieci giorni, raccontava tutto ciò che le accadeva, non parlava mai di Thane, ma anche loro erano cambiati, non si interessavano più a quello che accadeva nella valle, parlavano poco di loro, sembravano esausti, poi si sentì chiamare, era Nash.

Assieme a lei, sempre su richiesta di Darth Vader, erano stati trasferiti sull'Executor anche Berisse e Nash.La richiamò in plancia, anche se non era il suo turno, incuriosita chiese cosa stava accadendo, venne così a sapere che un droide sonda aveva rilevato uno strano segnale sul pianeta Hoth, forse avevano localizzato la nuova base dei ribelli, Ciena si sentiva eccitata, forse la caccia era terminata, adesso dovevano attaccare.

Nash glielo confermò, avevano cinque Star Destroyer classe Imperial pronti, Ciena pensava a Jude, stavolta avrebbero schiacciato la Ribellione una volta per tutte, e finalmente sarebbe stata vendicata.


Hoth

Darth Vader era in plancia, il suo respiro metallico risuonava nell'ambiente, Ciena si sforzò di non guardarlo, le sue collere erano leggendarie, ed era meglio non esserne oggetto, non doveva essere molto contento del risultato, un gran numero di navi ribelli erano riuscite a fuggire, la loro forza d'attacco avrebbe dovuto demolire le difese nemiche, invece avevano perso tre AT-AT, un quarto così danneggiato che forse non sarebbe neppure stato riparato, decine di caccia TIE abbattuti, centinaia di assaltatori uccisi e buona parte dei ribelli erano riusciti a prendere il largo.

Certo che Darth Vader non era soddisfatto.

Ciena decise che più tardi avrebbe rivisto le registrazioni della battaglia, voleva capire, ma per il momento aveva altro da fare, una nave ribelle era fuggita da Hoth all'ultimo minuto, il Millennium Falcon, Darth Vader aveva dato l'ordine di catturarla, nessuno sapeva perchè quel catorcio fosse così importante, una cosa era sicura, chi lo pilotava era un pilota eccezionale, si era infilato in un campo di asteroidi, tutti avevano pensato che intendesse suicidarsi, ed invece no, piroettava come un acrobata attorno agli asteroidi medi e grandi, per quelli piccoli bastava lo scudo deflettore. Pur sapendo che era una missione suicida, avevano mandato quattro caccia TIE all'inseguimento,

Ciena si stava chiedendo che senso avesse mandare a morte sicura quattro buoni piloti, quando il capitano Piett le ordinò di occuparsi della navigazione ausiliaria.

Ciena occupò la consolle del navigatore ausiliario, controllò le posizioni dei caccia e del Millennium Falcon e cominciò a guidarli attraverso il campo di asteroidi, conosceva almeno uno di quei piloti, Penrie, era un tipo divertente dalla risata facile, quei piloti stavano rischiando parecchio, anche con la sua guida era difficile muoversi in quell'ambiente, le velocità erano alte, ed i tempi di reazione ridottissimi, uno degli schermi si oscurò, poi un'altro,

Ciò che più la angosciava erano i messaggi, le ultime parole prima dello schianto, poi Piett diede ordine di richiamare i caccia superstiti, Ciena si mise subito al lavoro, ma era troppo tardi, i due caccia scomparvero dagli schermi.

Erano morti quattro piloti per nulla, cosa avrebbe fatto Vader, se la sarebbe presa con lei? Nessuno le badò, si sentiva nauseata da quella storia, possibile che a nessuno interessasse nulla, poi Vader, con sorpresa di tutti i presenti ordinò all'Executor di entrare nel campo di asteroidi.

La grande nave cominciò a farsi largo tra gli asteroidi, quante persone sarebbero morte solo perchè Darth Vader voleva catturare ad ogni costo quel vecchio mercantile ? Ma Ciena decise che tutto questo non sarebbe accaduto se l'Alleanza Ribelle non avesse iniziato quella guerra.


Il traditore

" Oggi hai fatto un ottimo lavoro, capitano Ree. "

" Ma.....ho perso quattro piloti, signore. "

" Non avevano scampo. Tu sei riuscita a tenerli in vita molto più a lungo del previsto. "

" Grazie capitano. "

" Ah sì. Tu non eri in plancia quando.... bè..., sono stato promosso ammiraglio con effetto immediato ed ho preso il  comando al posto dell'ammiraglio Ozzel "

" Capisco ammiraglio. Congratulazioni. "

" E' tutto, Ree. "

- L'ammiraglio Piett al capitano Ree

Ciena non osò chiedere cosa fosse successo all'ammiraglio Ozzel, nella Flotta Imperiale, a volte era meglio non porre domande e convincersi di non conoscere la risposta; comunque l'ammiraglio Piett non sembrava particolarmente felice della promozione.

Si sentiva troppo stanca per fare qualsiasi cosa, ma non aveva neppure voglia di andare in camera, così si sedette ad una postazione libera e carico tutti i filmati ripresi durante la battaglia cui poteva accedere, voleva studiarli, voleva capire come avesse fatto una banda di ribelli, non addestrati e male armati a resistere ed a scamparla contro la più grande forza militare messa in azione finora nella galassia.

Ciena in realtà era disperata, voleva che quella guerra finisse, doveva finire, non riusciva più a sopportare tutte quelle morti inutili, aveva bisogno di parlarne con qualcuno, ma l'unico che avrebbe potuto capirla e confortarla non era lì, e non ci sarebbe mai stato. 

Cominciò ad esaminare i filmati, notò che i loro armamenti erano pressochè equivalenti a quelli imperiali, che i loro soldati non indossavano armature protettive, avevano abbandonato gli snowspeeder ed altri equipaggiamenti, quante risorse avevano realmente, era possibile condurre una guerra di logoramento che li avesse costretti ad esaurire le proprie risorse ? Domande, domande, ancora domande, ma nessuna soluzione.

Proseguì nell'esame delle registrazioni, stava vedendo la distruzione dei camminatori, era troppo facile agganciare i cavi alle loro gambe e rovesciarli, doveva esserci un modo per impedirlo, un altro era esploso dall'interno, forse un malfunzionamento, il terzo era stato attaccato da un pilota che sembrava conoscere i suoi punti deboli, Ciena guardava incredula il modo in cui veniva portato l'attacco, non riusciva a credere a quello che vedeva, lo snowspeeder aveva puntato alle articolazioni inferiori delle zampe dell' AT-AT, ad altissima velocità, anzi accelerando man mano che si avvicinava, poi quando lo schianto sembrava inevitabile, si era inclinato ed era passato tra le zampe del camminatore.

Ciena non riusciva a crederci, fece ripartire il filmato, lo esaminò fotogramma per fotogramma, non c'erano dubbi, era la manovra che usavano mentre volavano tra le stalattiti di Jelucan, quel pilota era Thane, Ciena sapeva che qualsiasi altro pilota avrebbe potuto imparare quella manovra, ma fatta in quel modo, a quella velocità e con quell'eleganza, non poteva essere altro che Thane.

Thane si era unito alla ribellione.


La guerra continua...

" Quando l'ho visto per la prima volta, non sono riuscito a capire come mai non l'avessero gettato in qualche discarica. Ora che lo vedo da vicino, mi rendo conto che nessuna discarica lo vorrebbe mai. "

- Nash Windrider osservando il Millennium Falcon

Bespin era bello, Jude non glielo aveva mai detto, Ciena osservava sullo schermo le immagini di Cloud City, una squadra di pochi elementi, capeggiata da Vader in persona, era scesa nella città per catturare l'equipaggio del Millennium Falcon, Vader aveva incaricato dei cacciatori di taglie di cercare il Falcon, ed il colmo era che erano riusciti dove gli ufficiali dell'Impero avevano fallito.

C'era un'altra cosa che Ciena non capiva, Darth Vader aveva previsto che il Millennium Falcon sarebbe volato su Bespin, ed allora perchè l'avevano inseguito attraverso il campo di asteroidi,potevano dirigersi subito li e tendere una trappola, e la missione che le avevano affidato assieme a Nash, che senso aveva ? Dovevano disattivare l'iperguida del Falcon, ma perchè manomettere una nave che avevano già catturato ?

Scesero sulla piattaforma di atterraggio, lavorarono velocemente ed in poco tempo disattivarono l'iperguida, poi risalirono sulla navetta e decollarono per tornare all'Executor, proprio mentre un altro velivolo, pilotato da un altro pilota ribelle cui Vader dava la caccia, atterrava sulla piattaforma.

Raggiunse l'Executor con il pilota automatico, fece rapporto e poi si mise ad osservare cosa accadeva, improvvisamente il Millenium Falcon decollò e si allontanò da Cloud City, poi senza nessun motivo apparente, fece dietrofront, si tuffò sotto la città, rallentò per pochi attimi, poi riemerse e si allontanò.

Si sentì la voce di Darth Vader chiedere all'ammiraglio Piett se l'iperguida era stata disattivata, Ciena non si era neppure accorta che fosse rientrato, avendo ricevuto l'assicurazione, Vader ordinò di preparare la squadra di abbordaggio, armata con armi paralizzanti., ma all'improvviso li Falcon saltò nell'iperspazio e sparì.

Ciena non capiva, era sicura, avevano disattivato l'iperguida, Nash era a bocca aperta, incapace di proferire verbo, l'ammiraglio Piett impallidì, deglutendo con forza, Ciena pensò che sarebbero morti tutti, lei, Nash, Piett, Darth Vader li avrebbe uccisi.

Vader, rimase immobile ed in silenzio per alcuni istanti, poi si girò e se ne andò, quando fu uscito, Piett sembrò afflosciarsi, Nash si prese la testa tra le mani e Ciena, che pure avrebbe dovuto sentirsi sollevata, sentì la paura che si faceva strada nel suo corpo, penetrandole nelle ossa. 

Quella sera, a cena, Ciena chiese a Nash e Berisse per quale motivo la gente si unisse alla Ribellione, in realtà era una domanda oziosa, sapeva bene che nessuno dei suoi amici avrebbe potuto spiegarglielo; perchè Thane era passato ai ribelli ? questa era la vera domanda, ma Ciena non poteva esprimerla.

Dopo cena continuarono a chiacchierare fino a tardi, poi Nash si offrì di accompagnarla, la camera di Ciena era in fondo ad un lungo corridoio, un po' isolata, quando furono soli, Nash la fermò gentilmente e le chiese se volesse proprio andare a letto, era da un pò che Ciena si aspettava delle Avances da Nash, il momento era arrivato, gli rispose che secondo lei era una pessima idea, Nash commentò che invece era una bellissima idea, in fondo si meritavano un po' di svago.

Ciena scosse la testa, Nash non voleva solo un po' di svago, voleva qualcosa in più, e lei non poteva darglielo, Nash insistette, le propose di conoscersi meglio, di trascorrere del tempo libero insieme, lui avrebbe aspettato; Ciena si sentiva imbarazzata come una ragazzina, poi però gli disse in tono deciso che non poteva. Si diedero la buonanotte.

Una volta nella sua camera, si chiedeva perchè avesse rifiutato Nash, in parte perchè le era indifferente, ma in realtà perchè amava Thane, avrebbe dovuto odiarlo, non ci riusciva, non ci sarebbe mai riuscita.

L'unità di comunicazione in fianco al letto, cominciò a lampeggiare, c'era un messaggio in arrivo, era di suo padre, doveva guardarlo subito ? Era indecisa, poi lo guardò e l'universo le crollò addosso.


Interludio su Jelucan

Ronnadam la fissava come fosse un alieno con tre teste, Ciena non si scompose, doveva tornare su Jelucan, aveva accumulato sette settimane di licenza ed intendeva usarle, una parte almeno, il problema non era tanto per la licenza, quanto per le motivazioni, la madre di Ciena era stata accusata di appropriazione indebita, era stata arrestata e doveva affrontare un processo, nelle valli di Jelucan, tra i coloni della prima ondata, mettere in discussione l'onore di una persona era l'insulto più grave che ci potesse essere, era sacro dovere di chi credeva nell'onore dell'accusato sostenerlo nel momento del bisogno.

Ronnadam era sempre più perplesso, chiese a Ciena se si rendesse conto del fatto che ad accusare sua madre era stata l'autorità imperiale del suo pianeta, si rendeva conto che stava mettendo in dubbio il giudizio di persone al servizio dell'Imperatore come lei stessa era ?

Ciena rispose che non metteva in dubbio il giudizio delle autorità imperiali, ma forse sua madre era stata incastrata, oppure c'era stato un fraintendimento, in ogni caso, voleva rendersi conto personalmente della situazione, ed avrebbe accettato la verità, qualunque fosse.

Ronnadam annuì, le diede il permesso, sarebbe potuta essere una esperienza istruttiva, però, al suo ritorno doveva fare subito rapporto e spiegare se fosse o no d'accordo con la decisione del giudice, qualunque fosse.

Ciena sapeva che non importava quale fosse la decisione, qualunque fosse, lei avrebbe dovuto appogiarla, voleva credere con tutte le sue forze che il giudice avrebbe preso la decisione giusta, ma per la prima volta, non riuscì a reprimere la senzazione che la rodeva da tre anni ad ora, aveva prestato un solenne giuramento e non intendeva mancare alla parola data, ma il dubbio l'assaliva, cosa stava accadendo in realtà ?

Jelucan era cambiato, non era più il pianeta che conosceva, era cambiato tutto, persino l'aria, tutti giravano con le mascherine, tutti vestiti allo stesso modo, nessuno parlava e nessuno osava guardarla.

Finalmente arrivò a casa, suo padre era preoccupato per lei, non avrebbe dovuto chiederle di venire, era convinto che Ciena avrebbe avuto dei guai, lei non riusciva a capirlo, era sempre stato una roccia, ma ora... si mise a preparare una semplice cena, mentre cucinava guardò nel cortile, non c'era nessuna bandiera.

Era consuetudine tra i coloni della prima ondata, che se uno di loro veniva accusato di un qualsiasi reato, coloro che credevano nella sua innocenza, si recassero nella sua abitazione ed in segno di solidarietà, piantassero la bandiera della loro famiglia nel cortile antistante.

" Non ci sono bandiere nel cortile, gli altri abitanti della valle si rifiutano di riconoscere le accuse, vero ? "

" Le hanno riconosciute, non è venuto nessuno. "

" Nessuno ? "

" Com'è possibile che qualcuno che conosce la mamma possa pensare che abbia rubato ? "

" Lo sanno che non ha rubato. Lo sanno tutti, ma non hanno il coraggio di dirlo  "

" Però,... rifiutarsi di sostenere qualcuno che è stato accusato ingiustamente.... "

" E' l'Impero ad accusarla. Noi abbiamo giurato fedeltà all'Impero. Opporsi sarebbe disonorevole. "

" Non puoi metterti contro la mamma. Vero ? "

" Tua madre sa cos'è l'onore come lo so io. Te ne sei dimenticata Ciena ? "

" Perdonami, gli ultimi giorni sono stati difficili. "

Consumarono la cena in silenzio, immersi nei propri pensieri, Ciena aveva chiesto udienza al giudice, ma non era ancora arrivata nessuna risposta, nessuno era venuto a sostenerli, parlò con suo padre, riuscì a farsi un quadro della situazione, tutti sapevano che i veri ladri erano il governatore e gli ufficiali imperiali, nessuno li avrebbe mai condannati, ora capiva perchè Ronnadam la voleva a rapporto, sapeva che la sentenza del giudice non sarebbe stata presa dopo aver accertato la verità, sarebbe servita a coprire le azioni degli ufficiali imperiali, non importava trovare i veri colpevoli, bastava un colpevole, l'importante era ciò che doveva apparire, non la verità.

Ciena girava per casa come in trance, sparecchiò, mise via la zuppa avanzata, lavò le stoviglie, non capiva, non si rendeva conto, avrebbe voluto tornare all'Executor, li almeno le cose erano chiare, ogni tanto guardava fuori, il cortile era sempre desolatamente vuoto.

Era consuetudine che qualcuno restasse sveglio tutta notte, Ciena era decisa a farlo lei, suo padre era troppo stanco.

Udirono il rumore di un ridgecrawler, si fermò, passi nel cortile ed il tonfo di un'asta che veniva conficcata nella sabbia, Ciena si sentì sollevare, battè una mano sulla spalla del padre e corse alla porta, c'era ancora qualcuno disposto a correre il rischio di sfidare l'Impero.

Ciena aprì la porta prima che il visitatore bussasse, rimase impietrita, senza riuscire a prunciare parola, se non un nome: " Thane ? "

Era li, di fronte a lei, un po' impacciato, Ciena non riusciva a credere ai suoi occhi, era sicura che non lo avrebbe mai più rivisto, invece era li, e chiedeva se poteva fare la veglia con loro o se era meglio che se ne andasse, Ciena aveva giurato che se l'avesse rivisto lo avrebbe denunciato, ma non poteva, aveva messo in gioco il suo onore per il loro, così si fece da parte e Thane entrò.

Ciena chiuse la porta, la sua mente era in subbuglio: " Gli ho detto che, se l'avessi rivisto, lo avrei consegnato alle autorità. Gli ho detto che se fosse tornato su Jelucan, sarebbe stato arrestato. Lo avrebbero imprigionato e probabilmente ucciso. "

Thane, però, era tornato lo stesso.

Thane entrò in sala da pranzo, che improvvisamente a Ciena sembrò più piccola, lo guardò, era cambiato, non era più il ragazzo che lei si ricordava, era alto, muscoloso, le spalle larghe, i fianchi stretti, un accenno di barba rossastra gli dava un aspetto navigato, si muoveva con circospezione ma nello stesso tempo dava un senso di forza, di sicurezza, gli offrirono la cena e lui si offrì di fare la veglia al posto loro, Paron Ree e Ciena non volevano, ma Thane disse che loro erano stanchi, mentre lui aveva dormito per tutto il viaggio, poi indicò con il mento il cortile:

" Dove sono gli altri vessilli ? "

" Il popolo delle valli ci ha abbandonato. Non è venuto nessuno. Soltanto tu. "

" So che tua madre è innocente. Nessun abitante delle valli farebbe una cosa del genere, men che meno un membro della tua famiglia. "

Il padre di Ciena si ritirò per la notte e loro due rimasero soli, si sedettero vicini, a Ciena tremavano le ginocchia, stargli così vicino era un tormento, troppi ricordi, uno in particolare, la notte che avevano trscorso assieme tre anni prima.

Gli disse che era in pericolo, ma Thane le spiegò che aveva preso tutte le precauzioni, era al sicuro, se lei non lo denunciava, gli rispose che non lo avrebbe fatto, lui obiettò che lo faceva solo perchè aveva il dovere di proteggerlo, ma la vera domanda: oppure c'è un'altra ragione, restò inespressa.

Ciena si sentiva dilaniare, aveva giurato fedeltà all'Impero, aveva nella flotta tutti i suoi amici, si era distinta nel servizio, ma nello stesso tempo le zone d'ombra erano cresciute, troppe morti inutili, troppi piloti morti per nulla, troppe volte aveva dovuto mettere da parte i propri valori in nome di un giuramento che la impegnava, aveva sotto gli occhi la corruzione e la devastazione che aveva trovato su Jelucan, e poi, non riusciva a dimenticare Alderaan.

Eppure, la cosa che veramente la faceva stare male era essere li assieme a Thane, aveva infranto il suo giuramento, l'aveva abbandonata, si era unito alla Ribellione, a coloro che avevano ucciso Jude e che erano responsabili di quella guerra, il peggior tradimento che riuscisse ad immaginare, ma quando tutti l'avevano delusa, aveva rischiato la vita per esserle accanto.

Gli diede la buonanotte, entrò in camera sua e rimase sveglia a lungo, ascoltava Thane muoversi sommessamente per la casa, sapeva che non sarebbe mai entrato in camera sua, e lei non lo voleva, ma non poteva smettere di ascoltarlo, voleva sapere dov'era ed essere sicura che fosse vicino.

Quando si alzò, Thane dormiva, preparò la colazione e rimase ad aspettare che si svegliasse, erano soli in casa, suo padre era andato al lavoro, Thane si svegliò a mezzogiorno, si sedette sui cuscini, fece colazione, poi chiese cosa dovevano fare, Ciena gli rispose che non era previsto nulla di particolare, che aveva chiesto di vedere il giudice ma nessuno le aveva risposto e non credeva che qualcuno l'avrebbe fatto mai.

Rimasero così, seduti uno di fronte all'altra, poi lui le disse :

" Vola con me. "

" Vuoi volare ? Adesso ? Oggi ? "

" Possiamo raggiungere l'hangar della mia famiglia, scommetto che il vecchio V-171 è ancora li."

" Se i tuoi genitori ti vedessero..... "

" Ho controllato prima di uscire dallo spazioporto. Sono dall'altra parte del pianeta per affari. Non avremo problemi. "

" Il V-171 potrebbe non funzionare, sono passati molti anni. "

" Andiamo a controllare. Se non vola.... pazienza, lasciamo perdere. Magari funziona ancora. "

" Va bene "

Non avrebbe voluto volare con lui, ma non riusciva ad inventarsi altre scuse per rifiutare, così accettò, giunsero all'hangar non senza qualche batticuore, vi entrarono, forzando la serratura tutta arruginita, ma quando Thane provò ad accendere il V-171, si accorsero che era perfettamente funzionante.

Ciena tese la mano per giocare a lucertola-rospo-serpente, lo fece senza rendersene conto, lo facevano sempre quando volavano assieme, arrossì per l'imbarazzo, ma lui stese la sua, giocarono, Thane giocò il rospo, Ciena il serpente, il serpente mangia il rospo, aveva vinto, avrebbe pilotato lei, Thane le avrebbe fatto da secondo; lui brontolò qualcosa sulla fortuna di certa gente, poi iniziarono i preparativi per il decollo.

Decollarono, Ciena puntò dritta verso il sole, era incredibile, dopo tutti questi anni, dopo che le loro vite erano state sconvolte, erano ancora sincronizzati alla perfezione, Thane anticipava ogni sua manovra, riuscivano ancora a volare come fossero una sola persona.

Salirono fino a superare la cappa di smog e polveri che avvolgeva il pianeta, da lassù si aveva l'impressione che Jelucan fosse ancora un pianeta bellissimo, il cielo era limpido e Jelucan sembrava una tavolozza di colori.

Ciena si gustò ogni istante di quel volo, era l'unica cosa che avrebbero potuto condividere ancora, Thane era un ribelle e lei un ufficiale imperiale, fecero il giro delle cime montuose, un'acrobazia dopo l'altra, continuarono a volare anche se stava cambiando il tempo, solo quando la tempesta stava per scatenarsi rientrarono all'hangar.

Dopo aver riposto il V-171, uscirono dall'hangar, ma Ciena non si diresse al suo ridgecrawler, imboccò il sentiro che portava alla fortezza, guardò Thane senza dire una parola e si avviò per la salita, lui la seguì, entrarono nella grotta, Ciena accese le lampade e Thane si guardò attorno stupito, era tutto in ordine, pulito, come se ne fossero usciti il giorno prima, Ciena gli disse che il giorno prima, era venuta lassù ed aveva dato una ripulita, ma poi la rabbia prese il soppravento, Ciena si sentiva come un fiume che stava per sfondare gli argini, doveva far uscire il proprio dolore, doveva dire quello che provava, e lo fece.

Si voltò verso Thane e gli urlò in faccia che sapeva che si era unito alla Ribellione, come aveva potuto farlo, erano quelli che avevano ucciso Jude, erano terroristi, Thane cercò di dire qualcosa, ma non ci riuscì, gli aveva detto che non si sarebbe unito ai ribelli, glielo aveva detto in faccia.

La risposta di Thane la fece arrabbiare ancora di più, si era reso conto della malvagità dell'Impero, i ribelli non erano degli stinchi di santi, ma qualcuno doveva pur fare qualcosa, Ciena gli si avvicinò, i pugni stretti sino a far sbiancare le nocche, lui era disposto ad uccidere i suoi amici, i suoi compagni, le persone con cui aveva condiviso un mucchio di cose, era disposto ad uccidere lei.

Thane le disse che quel pensiero lo distruggeva ogni volta che si trovava in combattimento, che avrebbe preferito morire prima, piuttosto che....., solo che non riusciva a far finta di niente, non riusciva a starsene in disparte, non ci riusciva proprio.

Ciena si sentì sbollire la rabbia, dov'era il Thane cinico e disincantato che lei aveva conosciuto, cosa gli era successo, si accorse che lo desiderava, che lo amava, forse più di prima, anche se erano distanti, in campi opposti, non importava, erano loro due le cose importanti, Thane le stava dicendo qualcosa, ma lei non sentiva, gli si avvicinò, gli prese il volto tra le mani e lo baciò con passione, si sentì stringere così forte che quasi le mancava il fiato, si sentì sollevare ed addossare alla parete, si sentì schiacciare contro la roccia mentre le restituiva il bacio, quando le loro labbra si staccarono per riprendere fiato, Ciena bisbigliò " Non azzardarti a smettere ", Thane ubbidì. 

Tempo dopo, Ciena, avvolta in un lenzuolo, era seduta all'entrata della fortezza ed osservava le ultime fasi della tempesta, stava bene li, il vento era caduto, ma la pioggia continuava a cadere, era tutto bellissimo, si alzò e si accorse che le gambe le tremavano, ma non era brutto, era bello, era piacevole, rientrò e si mise a guardare Thane, il suo Thane. 

Sonnecchiava a pancia in giù, seminudo, Ciena lo guardò, poi sussurrò: " Guarda con i miei occhi ", Thane si girò sul fianco e sorridendole chiese: " Fai vedere a tua sorella anche questo ? " Poi le allungò un braccio e Ciena si rannicchiò su di lui, stava bene li, ricoprì entrambi con il lenzuolo, Thane era caldo e scaldava anche lei, ma non poteva dimenticare che esisteva un mondo fuori di quella grotta.

Parlarono, a lungo, Ciena gli rinfacciò il giuramento che aveva fatto, Thane si alterò, ma poi si calmò subito e le disse una frase che la colpì con la forza di una cannonata : " Il problema, non è essere leali nei confronti dell'Impero. E' l'Impero che dovrebbe essere leale nei nostri."

Ciena ripensò a tutte le morti inutili, all'ultimo grido di Penrie, ad Alderaan, a Jude, a sua madre, nascose il volto nel petto di Thane, aveva visto con i suoi occhi la malvagità dell'Impero, ma l'Impero non era fatto solo di malvagità , violenza e corruzione, c'erano tante brave persone che cercavano di fare le cose giuste, come Nash, per esempio, Thane le chiese notizie di Nash, Ciena evitò di dirgli che ci aveva provato con lei, tanto non era accaduto nulla.

Rimasero così, in silenzio, poi parlarono di sua madre, del fatto che poteva essere una prova per testare la sua fedeltà, ma respinse subito l'idea, non poteva essere, ma Thane si fidava dei capi dell'Alleanza Ribelle ? La risposta la sorprese: 

" Di alcuni sì. Di quasi tutti a dire il vero, lo sai che non ho dovuto neppure chiedere il permesso per venire qui ? Sono convinti che me ne sia andato per un buon motivo, e sono sicuri che farò ritorno. Certo, sono matti a sognare una galassia perfetta... ma almeno rispettano le persone che stanno dalla loro parte. "

Gli disse che lo aveva riconosciuto su Hoth, Thane si allarmò subito, c'era anche lei ? Lo tranquilizzò, non aveva preso parte ai combattimenti, ma aveva riconosciuto la manovra tra le gambe dell'AT-AT, aveva capito subito che era lui, Thane sorrise, era l'unica persona in tutta la flotta che poteva riconoscerlo da come volava, parlarono ancora, ma nessuno dei due cambiò idea, erano ancora agli antipodi, e non erano mai stati tanto innamorati.

Ma poi Thane la strinse tra le braccia e tutto il resto non contò più, avevano ancora qualche ora, meglio non sprecarla.

Il processo a sua madre aveva un chè di surreale, di kafkiano, non esisteva l'avvocato difensore, non venne portata alcuna prova decisiva, l'accusa si limitò a leggere i capi d'accusa, il giudice fece finta di ascoltare, poi emise la sentenza;

" Dichiaro l'imputata colpevole di frode ed appropriazione indebita nei confronti dei rappresentanti dell'Impero. La pena è di sei anni di lavori forzati in miniera. "

Non riuscirono nemmeno a guardarsi, Ciena ripensò a quello che le aveva detto Thane, le aveva chiesto se pensava che l'Impero fosse leale nei loro confronti, aveva la risposta anche se non riusciva neppure a pensarla.

Thane, l'aveva accompagnato al ridgecrawler, aveva ancora le labbra gonfie dei baci che si erano scambiati, sei anni di lavori forzati, sua madre non poteva resistere per un periodo così lungo, eppoi, tutti sapevano che era innocente, guardò suo padre:

" Non è possibile, questa non è giustizia.... "

" Non dire altro. "

" Hai ragione, meglio evitare altri problemi. "

" No, Ciena, non dovresti mai parlare male del tuo governo, in nessuna circostanza. "

" Come puoi dire una cosa simile proprio oggi, papà ? "

" Abbiamo giurato fedeltà all'Impero il giorno che Jelucan è stato annesso, e noi non infrangiamo i nostri giuramenti neppure quando ci sentiamo traditi. Se lo facessimo, non saremmo migliori di loro. La vita non è mai né giusta né equa. Noi non sopravviviamo e prevaliamo nel corpo, ma nello spirito. "

Ciena era cresciuta credendo in quei principi, ma ora le sembravano vuoti, non potè far altro che abbracciare suo padre e sperare che le sue convinzioni lo sostenessero, cosa che ormai non facevano più con lei.

Al suo rientro all'Executor, venne chiamata a rapporto dal capitano Ronnadam che le chiese se era stata fatta giustizia, Ciena rispose di sì, che erano state portate prove inoppugnabili, Ronnadam la guardò in modo strano, Ciena sapeva cosa stava pensando, che avesse sacrificato sua madre alla carriera, pensasse quello che volesse, non le interessava.

Poi inaspettatamente le disse che doveva aspettarsi una promozione a breve, Ciena si immaginò di raccontarlo a Thane e di vederlo scuotere la testa, mestamente.


La caduta dei potenti

Erano passate tre settimane, stavano viaggiando nell'iperspazio, diretti chissà dove, anzi il dove lo sapevano, nel bel mezzo del nulla, un sistema disabitato e di aspettare, cosa non si sa. Avevano un sacco di tempo libero, Ciena trascorreva il suo allenandosi nell'uso delle armi, le serviva anche come sfogo, Berisse non capiva, sapeva solo che da tre settimane Ciena era intrattabile.

Quel giorno si stava allenando all'uso del lanciafiamme, Berisse fece partire la simulazione, Ciena bruciò tutti i bersagli, riavviò la simulazione più volte, Ciena si accanì contro i bersagli, l'arma ruggiva, fiotti di fiamme colpivano i bersagli, sembrava scatenata, Berisse si trovò a pensare che non avrebbe mai voluto trovarsi dinanzi ad un lanciafiamme manovrato da Ciena.

Uscirono dall'iperspazio, si trovavano nel sistema di Hudalla, caratterizzato dalla presenza di un gigantesco pianeta circondato da anelli, uscirono dalla sala di simulazione e Ciena guardò fuori da un oblò, voleva vedere il pianeta Hudalla, rimase stupefatta, lo spazio attorno era colmo di Star Destroyer, incrociatori d'attacco, navi d'assalto, i caccia TIE erano innumerevoli, cosa stava accadendo, doveva essere una cosa veramente grossa, qualcosa che avrebbe segnato le vloro vite per sempre.

Poco tempo dopo venne chiamata nell'hangar principale, doveva presentarsi in tuta di volo, avrebbe guidato quattro caccia TIE, Giunse all'hangar trovò i tree piloti che l'avrebbero accompagnata, uno era Nash Windrider, gli altri due non li conosceva, era da quasi due anni che non pilotava un TIE, giunse l'ammiraglio Piett, comunicò loro che i sensori avevano rilevato qualcosa di strano ai confini degli anelli di Hudalla, loro dovevano andare a vedere, se fossero stati delle spie ribelli dovevano eliminarle.

Mentre i piloti si avvicinavano ai loro caccia, Piett Chiamò Ciena,

Ciena si mise sull'attenti dinanzi a Piett che le comunicò di avere per lei un incarico aggiuntivo e segreto, tra gli asteroidi si nascondevano sicuramente esploratori ribelli, il suo compito era quello di assicurarsi che almeno uno dei caccia ribelli scampasse alla distruzione e potesse riferire ciò che avevano scoperto,

Ciena capì cosa volevano i suoi capi, volevano che i ribelli sapessero della concentrazione della flotta in quel sistema, non riusciva a capirne le motivazioni, ma in fin dei conti a lei non interessavano, altra cosa importante era che si fidavano di lei, anzi la stimavano molto, bastava che continuasse a negare l'innocenza della madre.

Decollarono, il problema di Ciena era quello di far sembrare naturale il fatto che uno dei caccia ribelli sfuggisse alla distruzione, i suoi compagni non dovevano sospettare di nulla.

Fu Nash a vederli per primo, erano in cinque, presumibilmente X-Wing, almeno uno doveva sopravvivere, Ciena pensava che sarebbero rimasti nascosti il più possibile, invece attaccarono, Ciena era scombussolata, oltretutto erano in superiorità numerica, ordinò motori a potenza massima ed una manovra evasiva, poi impostò il comunicatore a banda larga e ordinò a tutti i velivoli nn identificati di fornire i loro codici di identificazione e di farsi prendere in custodia, era il messaggio standard da usare in simili circostanze, nessuno avrebbe potuto rimproverarla per ciò che aveva fatto.

Quello che accadde dopo mandò all'aria tutto il suo piano, Nash stava gia manovrando per portarsi alle spalle degli X-Wing, giunse un messaggio: " Certo che la galassia è davvero piccola. " era la voce di Thane.

Ciena la riconobbe subito, ma anche Nash.

Nash era furibondo, puntò contro il caccia di Thane alla massima velocità possibile, Ciena aveva deciso che se un caccia ribelle doveva sopravvivere, doveva essere quello di Thane, il problema era come fare senza che i suoi compagni se ne accorgessero, si sollevò sopra il teatro dello scontro, da una posizione sopraelevata avrebbe potuto individuare il caccia di Thane, così fu, gli X-Wing stavano eseguendo una manovra evasiva, ma uno si muoveva con una grazia ed una naturalezza che Ciena riconobbe subito, era lui, ma Nash gli stava piombando adosso, Ciena cadde in verticale, puntando su Thane, un osservatore esterno avrebbe pensato che volesse triangolare il fuoco con Nash, in realtà la sua traiettoria l'avrebbe portata a mettersi tra Nash e Thane, dando a quest'ultimo la possibilità di sganciarsi.

Nash era furente, il TIE di Ciena si era messo in mezzo e stava sparando all'X-Wing, ma a causa della geometria dell'attacco i suoi colpi andarono a vuoto, da qualche parte un X-Wing venne colpito e si trasformò in una palla di fuoco, Nash urlava a Ciena di togliersi di mezzo, ma Ciena gli rispondeva di non darle ordini, continuava a sparare ed a mancarlo, poi Nash, incurante della presenza di Ciena, accecato dall'ira aprì il fuoco, i suoi colpi sfiorarono pericolosamente Ciena, ma mancarono Thane che riuscì a saltare nell'iperspazio..

All'atterraggio, Ciena si preparò ad affrontare l'ira di Nash, invece lui la abbraccio, dichiarando che capiva il suo comportamento, voleva ucciderlo lei, e lui si era messo in mezzo, si recarono a rapporto, vennero rimproverati per non essere riusciti a distruggere i velivoli avversari, ma quando nessuno guardava, Pett fece a Ciena un cenno d'intesa, andava bene così.

Andò a farsi una doccia, quando uscì, si accorse che stavano uscendo dall'iperspazio, non si era accorta che ci fossero entrati, guardò fuori, aspettandosi di vedere tutta la flotta, invece erano soli e si stavano avvicinando ad una luna che ruotava attorno ad un pianeta boscoso.

Ciena non credeva ai propri occhi, quella non era una luna, era una Morte Nera, avevano costruito un'altra Morte Nera. 

Non capiva, oppure non voleva capire, perchè ? A cosa serviva ? La prima Morte Nera doveva servire ad evitare una guerra, miliardi di vite erano state sacrificate, per niente ! La guerra era scoppiata lo stesso, Jude era morta, milioni di persone erano morte, per cosa ? E adesso questo, se la distruzione di Alderaan non era servita a fermare la Ribellione, anzi, sempre più dissidenti si erano uniti ai ribelli, anche Thane, questa Morte Nera non avrebbe posto fine alla guerra, l'avrebbe peggiorata oltre ogni immaginazione.

Si accorse che aveva le mani ghiacciate, era rimasta appoggiata all'oblò, le staccò, ma per quanto le sfregasse, le battesse, ci soffiasse sopra, non riuscì a riscaldarle."

La navetta si staccò dall'Executor e si diresse verso la stazione spaziale, Ciena potè vederla bene, non era completa, intere sezioni erano in costruzione, atterrarono in un hangar non solo completo, ma anche rifinito, sbarcarono e si diressero versola sala in cui avrebbero incontrato l'Imperatore, Berisse e Nash erano con lei, migliaia di ufficiali di ogni genere e grado stavano confluendo, stranamente i suoi compagni non erano particolarmente dispiaciuti del fatto che avessero costruito una seconda Morte Nera, Berisse era addirittura euforica, ma era Nash quello che la spaventava.

Ciena cercò di far capire il suo punto di vista, ma Nash, con un tono che le diede i brividi, la interruppe:

" Stai forse dicendo che Alderaan è stato distrutto invano ? Che non è servito a nulla ? "

" Nash, calmati, non intendevo.... "

" Ascoltami bene, Alderaan è stato distrutto affinchè l'Impero potesse dimostrare la sua potenza. La fine del mio pianeta ha segnato anche quella del Senato Imperiale, mettendo fine alle infinite e meschine lotte per il potere che hanno appestato i primi anni del governo di Palpatine. Solo allora l'Impero ha potuto mostrare la sua vera forza. "

" Questa guerra non è altro che la conseguenza di tutti i conflitti che hanno devastato la galassia nell'ultimo secolo, il rantolo di morte di tutti coloro che vorrebbero opporsi all'Impero. I ribelli sono riusciti a distruggere la prima Morte Nera grazie ad un colpo di fortuna. Ricostruendola, ed usandola tutte le volte che sarà necessario a ripristinare l'ordine, dimostreremo loro che la fortuna non basta, e che l'Impero è e sarà sempre l'unica autorità che conta nella galassia. "

Nelle ore successive, Ciena fece quello che le dissero di fare, tenendosi sempre lontana dai suoi amici, osservò le manovre degli alti ufficiali per mettersi in mostra, i dubbi erano sempre più forti.

Giunse infine il momento, Darth Vader si portò avanti, mentre una navetta bianca con una striscia grigia sulla prua si portava all'atterraggio. Quando la rampa di sbarco scese, Ciena si stupì nel vedere Darth Vader inchinarsi, a nessun ufficiale era stato chiesto di farlo, cosa significava ?

Palpatine scese e Ciena si chiese chi fosse quello che vedeva, non era come appariva negli olovideo, era di un pallore innaturale, il volto solcato da rughe e grinze che non avevano nulla di umano, emanava una senzazione di profonda malvagità, solo con Darth Vader aveva provato una senzazione simile. Aveva sempre pensato che Vader fosse un abominio unico nel suo genere, ma Palpatine era peggio di lui; Ciena si chiese chi avesse servito finora ?

Nei due giorni successivi Ciena dovette affrontare i suoi mostri, la terrificante oresenza dell'Imperatore, l'ingiusta condanna di sua madre, Nash e Berisse che accettavano senza nessuna remora la strategia del genocidio, i piloti morti senza motivo, Alderaan, Jude, e Thane che rischiava la vita tutti i giorni per combattere l'Impero.

Aveva ragione, ragione su un sacco di cose, avrebbe voluto dirglielo, ma non poteva, e forse non avrebbe mai potuto.

Risuonò l'allarme, tutti i piloti dovevano raggiungere i loro caccia, doveva essere un'esercitazione, ma Ciena voleva esserci, voleva volare, aveva bisogno di volare; si recò all'hangar nove, indossò la tuta di volo, si diresse al proprio caccia, vide Nash di sfuggita.

Casco allacciato, motori alla massima potenza, decollo, c'erano centinaia di caccia in volo, Ciena si guardò in giro, c'era uno schieramento immenso di navi imperiali, di tutti i tipi e dimensioni, compresi molti Star Destroyer, non aveva mai visto nulla di simile, poi capì, stavano aspettando un attacco in massa della Ribellione, stavano per arrivare, era una trappola a cui anche lei aveva contribuito, per quello le avevano fatto lasciar sfuggire almeno un X-Wing, era tutto chiaro adesso.

Gli strumenti sembravano impazziti, i video si riempivano di dati così velocemente che non riusciva nemmeno a leggerli, improvvisamente migliaia di navi apparvero nello spazio tra la Morte Nera e la luna di Endor, la Ribellione era arrivata, la scena era pronta, questa volta non avrebbero avuto scampo.

Sarebbe stata una cosa rapida, lanciò il suo caccia contro la flotta ribelle, tutti i TIE erano all'attacco, la disparità di forze era evidente, la Ribellione non avrebbe avuto nessuna possibilità, poi vide che gli Star Destroyer non si muovevano, cosa stavano aspettando ? Un lampo verde illuminò lo spazio, Ciena si preparò a vedere esplodere la luna di Endor, invece un incrociatore ribelle fu semplicemente vaporizzato, perchè stavano attaccando se la stazione era operativa ? Quanti altri piloti dovevano morire inutilmente ?

I ribelli non si ritiravano, anzi attaccavano, attaccavano i motori degli Star Destroyer, Ciena urlo nell'intercom di proteggere i motori, poi si diresse verso l'Annihilator, non voleva che qualche pilota ribelle vi si schiantasse sopra, i ribelli combattevano come invasati, Ciena li capiva, persi per persi volevano almeno distruggere più imperiali possibile, controllò i sensori, non riusciva a capire, cosa stava succedendo? La loro guarnigione su Endor era stata distrutta come pure il generatore dello scudo, la flotta ribelle stava approfittando della situazione, un nugolo di X-Wing stavano attaccando la Morte Nera, stavano entrando nel condotto che portava al reattore principale, cosa credevano di poter fare, non sarebbero mai riusciti a passare.

Vide la sua nave, lExecutor ingaggiare combattimento, improvvisamente un caccia ribelle danneggiato stava precipitando verso gli scudi deflettori della plancia dellExecutor, Ciena cercò di intercettarlo, ma era troppo veloce e troppo lontano, colpì in pieno la plancia, Ciena vide con orrore l' Executor perdere potenza, piegarsi verso la Morte Nera e precipitarvi sopra. Berisse !

Ciena decise che avrebbe attaccato un enorme incrociatore mon calamari, ma mentre si stava preparando giunse l'ordine a tutte le navi di ritornare alle coordinate precedenti la battaglia per riorganizzarsi, cosa voleva dire ? Le coordinate precedenti erano lontane dalla flotta ribelle e dalla Morte Nera, vide la flotta ribelle che si allontanava a tutta velocità dalla stazione, cosa stava accadendo ? Si stavano ritirando, oppure.....?

Non riusciva a capire, l'unica cosa da fare era ubbidire agli ordini, virò seccamente, allontanandosi dall' Annihilator, accelerò al massimo, notò di sfuggita due caccia TIE danneggiati che lentamente cercavano di allontanarsi, contravvenendo a tutto ciò che le avevano inculcato durante l'addestramento, si posiziono dietro i due caccia per proteggerli dal fuoco dei ribelli, improvvisamente si accorse che le navi ed i caccia dell'Alleanza Ribelle, non pensavano nemmeno lontanamente di dar loro la caccia, anzi, si allontanavano il più velocemente possibile; capì cosa stava per accadere, doveva allontanarsi, ormai era una pura questione di sopravvivenza.

I due TIE che stava scortando, arrancavano penosamente cercando di porre tra loro e la Morte Nera il massimo della distanza possibile, Ciena voleva fuggire, ma non poteva abbandonarli, se li immaginava, curvi sui loro strumenti, mentre cercavano di strappare ai motori danneggiati un briciolo di potenza in più, doveva rimanere, se fosse andata via, avrebbe tolto loro l'ultima speranza, finchè la vedevano li pensavano di potercela fare.

Ciena però capiva che non avrebbero potuto, erano troppo vicini, se stava per accadere quello che si immaginava, l'onda d'urto li avrebbe distrutti; ormai era rassegnata, non sarebbe stato un brutto modo per andarsene, ed il suo onore sarebbe stato intatto.

Il cielo si illuminò come se fossero sorti contemporaneamente un mucchio di soli, l'onda d'urto raggiunse i tre TIE e li travolse, Ciena perse il controllo del suo caccia, tutto era fuori uso, una gigantesca nave si parò improvvisamente di fronte a lei, il portone dell'hangar era aperto, Ciena cercò di dirigere il suo caccia verso quel rettangolo di luce che sembrava avvicinarsi.

Non seppe mai come fece a centrare l'ingresso dell'hangar, quello che accadde dopo ..... l'impatto sulla pista, lo stridio delle lamiere, sembrava che il caccia urlasse, tutto in pochi istanti, pezzi che si staccavano, l'abitacolo come una palla impazzita rotolava e rimbalzava a velocità folle nell'hangar, il volo finale contro una paratia d'acciaio, un dolore impossibile, poi per fortuna, l'incoscienza. 


Rinascita

" Devo..... mio padre.... dì a mio padre.... "

" Non dirlo. Mi hai sentito ? Ce la farai. "

" Dì a papà che gli voglio bene ... e che sarei dovuta stare.... dalla parte di quello.... che è stato dalla nostra. "

- Ciena Ree e Nash Windrider

Ciena non ricordava nulla di quando l'avevano estratta dai resti del suo caccia, se non la luce abbagliante quando le avevano tolto il casco e il dolore, quello se lo ricordava, tanto dolore, troppo dolore, aveva cercato di guardarsi la ferita , mentre i droidi la portavano all'ala medica, uno dei droidi glielo aveva impedito, ma aveva fatto in tempo a vedere un pezzo di lastra metallica uscire dal suo addome, era piantata in profondità.

I feriti venivano curati in ordine di grado, stava aspettando il suo turno, l'avevano imbottita di antidolorifici, ma sembrava non facessero effetto alcuno, poi si trovò accanto Nash, si era salvato, cercò di confortarla, ma Ciena si sentiva mancare, aveva paura, forse si stava dissanguando, si sforzò di dare a Nash un messaggio per suo padre, era un messaggio criptico, che solo lui avrebbe potuto capire.

Una parte del messaggio era per Thane, suo padre avrebbe capito ed in qualche modo sarebbe riuscito a farglielo avere, così avrebbe capito che nei suoi ultimi istanti aveva pensato a lui. Poi fu tutto buio.

Qualcuno la stava chiamando, perchè non la lasciavano in pace, lei voleva dormire, solo dormire, ma la voce continuava, la chiamava e non smetteva, c'era un unico modo per farla smettere, rispondere.

Ciena aprì gli occhi, Nash era accanto al suo letto, felice come un bambino, tre droidi medici  studiavano i suoi dati, lei cercò di sollevarsi a sedere, ma si scatenò un dolore atroce che la costrinse a rimanere sdraiata.

Nash le disse che pur rischiando grosso, aveva superato l'intervento, però le avevano asportato il fegato, troppo danneggiato. La sua solita fortuna, pensò Ciena, uno dei pochi organi che non si potessero replicare con delle protesi robotiche, troppo complesso da replicare. Nash continuò a spiegare, l'avevano collegata ad un sistema di supporto vitale, una cintura che avrebbe dovuto indossare attorno al bacino, l'avrebbero sottoposta ad una terapia intensiva di bacta, ci sarebbero voluti dei mesi perchè ricrescesse, un anno quasi, ma se la sarebbe cavata.

Ciena chiese cos'era accaduto alla flotta, il sorriso di Nash svanì, la Morte Nera era stata distrutta, l'Imperatore, Lord Vader, il Moff Jerjerrod erano morti, anche Berisse, la Ribellione stava comunicando a tutta la galassia che aveva vinto la guerra, la Flotta Imperiale si stava raggruppando e stavano discutendo per eleggere un nuovo imperatore.

Nash era convinto che dalla lotta per il potere che si stava scatenando in tutta la galassia sarebbe uscito un nuovo leader, il più forte, esattamente il tipo di leader di cui avevano bisogno.

Ciena voleva piangere, non sarebbe mai finita, sarebbero sempre più sprofondati nel fango, ancora morti, ancora distruzioni, e tutto per nulla, Nash equivocò la sua espressione, pensava che avesse piacere nel sentire le novità, sicuro che la pensasse come lui, le consigliò di riposare, lei girò il volto dall'altra parte aspettando che se ne andasse.

Si riebbe a notte fonda, non c'era personale umano, solo Droidi, le portarono dell'acqua, chiese se le avessero trovato un braccialetto di cuoio in una piccola borsa che portava in tasca, l'avevano trovato e distrutto, era contro il regolamento, Ciena si sentì morire, non avrebbe più potuto vivere la vita anche per Wynnet, ormai sua sorella era sprofondata nell'oscurità.

Si sentì impazzire, aveva perso Wynnet, aveva perso Thane, l'unico amico rimastole era Nash, poteva solo restare li, su quel lettino, mentre le macchine si occupavano della sua guarigione, doveva guarire per ritornare in servizio in una forza militare con cui non voleva più aver nulla a che fare.

Chiuse gli occhi e scivolò nel sogno, era a bordo del suo caccia, puntava dritto verso la plancia della nave, sarebbe esplosa, avrebbe smesso di preoccuparsi e di soffrire, avrebbe smesso di esistere e non sarebbe stato un male.

Si ritrovò in congedo per malattia, senza aver nulla da fare, fu assegnata alla stazione spaziale Wrath solo perchè c'era un posto libero, non aveva nessun incarico, nessuna responsabilità; Ciena odiava questa condizione, aveva troppo tempo libero, troppo tempo per pensare.

L'unica cosa che interrompeva la monotonia della sua giornata era la terapia con il bacta, la immergevano nella vasca per un paio d'ore ogni giorno, Ciena attendeva quel momento con ansia, era il momento in cui le toglievano la cintura del supporto vitale e le facevano una puntura che la rendeva incosciente per ore.

Si propose per svolgere quei lavori di routine che nessuno aveva piacere di svolgere: confermare i decessi degli ufficiali imperiali, trovare i superstiti ed avvertire le famiglie dei caduti, Ciena era convinta che molti dei superstiti introvabili avessero in realtà disertato, comunque gestendo i dati in modo oculato e prestando la massima attenzione possibile, riuscì a non trovarne neppure uno.

Ebbe il tempo di rendersi conto di come la galassia fosse precipitata nel caos, dopo la morte dell'Imperatore, il Gran Visir Mas Amedda cercava di tenere unito l'Impero, ma troppe forze cercavano di prendere il sopravvento, nessuno sapeva veramente chi fosse al comando, quasi ogni giorno qualcuno si proclamava imperatore, ma nessuno riusciva a consolidare il suo potere, si avevano notizie di scontri ed ammutinamenti, in realtà i vari comandanti combattevano tra di loro, quasi preferissero ridurre l'Impero in cenere piuttosto che rinunciare ai loro privilegi, in questa situazione, non esistevano più registri centralizzati, ogni nave aveva i suoi, pertanto non si riusciva a ricostruire un quadro effettivo della situazione, tutto era incerto e vago.

Poi c'era il pensiero di Thane, era vivo? Era morto ? Era sicuro di non averlo visto durante la battaglia, sapeva che lo avrebbe riconosciuto subito, ma questo voleva solo dire che lei non l'aveva abbattuto, non poteva saperlo, ma era convinta che fosse sopravissuto, doveva credere in lui, ma ogni tanto lo scoramento la assaliva ed allora si immergeva nel lavoro, cercava le astronavi alla deriva, le guarnigioni dimenticate od isolate, continuò così per giorni, per settimane, per mesi.


Rientro in servizio

" Comandante Ciena Ree a rapporto, Signore. "

" Be' , comandante Ree. Finalmente è rientrata in servizio. "

" Sì, Signore. "

- Gran Moff Randd 

Dicevano che era guarita, ma l'addome le faceva male, i droidi medici le avevano detto che forse il dolore non sarebbe mai passato, si infilò la giacca nuova che aveva appena ordinato, le stava larga, nel corso dell'anno trascorso aveva perso parecchio peso, raddrizzò la schiena e si lisciò la giacca, era attesa a rapporto dal Gran Moff Randd nella plancia della stazione.

Era strano che un Gran Moff si scomodasse per comunicarle la sua nuova destinazione, non si stupì più di tanto, dopo Endor erano cambiate molte cose.

Entrò in plancia con un paio di minuti di anticipo, sapeva che agli alti ufficiali piaceva che i loro sottoposti fossero in anticipo, ma non troppo; individuò subito il Gran Moff, era in fondo alla plancia, stava illustrando dei piani di battaglia ad alcuni ufficiali, Ciena si mise sull'attenti, disponendosi ad aspettare che il Gran Moff si accorgesse di lei, ma improvvisamente una voce annunciò che il comandante Ciena Ree era giunto a rapporto.

Tutti i presenti si voltarono verso di lei, riconobbe Nash tra i presenti, cosa ci faceva lì, e perchè si erano alzati tutti in piedi ?

Randd le diede il benvenuto, poi ordinò ai presenti di ascoltarlo, iniziò raccontando di come Ciena avesse coraggiosamente combattuto durante la battaglia di Endor, di come fosse stata ferita, di come, pur avendone la possibilità, anzichè riposarsi durante il suo congedo per malattia, avesse svolto una serie di incarichi difficili e complicati che avevano aiutato a rimettere in ordine la flotta, aveva condiviso con tutti le informazioni che raccoglieva, senza chiedere nulla in cambio, continuò dicendo che pochi ufficiali si erano dimostrati degni del loro grado come lei.

Poi, le comunicò il suo nuovo incarico, anzi glielo fece vedere; su uno schermo alle sue sue spalle, comparve l'immagine di uno Star Destroyer, l'Inflictor, sarebbe stata la sua prima nave, tutti applaudivano, Nash addirittura la fischiò, lei era stupefatta, semplicemente non sapeva cosa dire, una cosa la pensò, anche se non l'avrebbe mai detta

" La Flotta Imperiale è messa peggio di quanto credessi. "

Una volta sarebbe stata orgogliosa della promozione, capitano a meno di venticinque anni, comandante di uno Star Destroyer, se glielo avessero detto un paio d'anni prima non ci avrebbe mai creduto, adesso però, tutto questo era solo un peso di cui avrebbe fatto volentieri a meno.

Ringraziò il Gran Moff, che parve compiaciuto, per lui era la dimostrazione che se si era leali e si lavorava duramente si sarebbero raccolti i frutti; una volta ci aveva creduto anche lei, una volta, ma ora.... .

Si recarono tutti in corteo sino all'hangar della stazione, dove avrebbe preso possesso della sua nuova nave, salì a bordo, Randd le presentò i suoi ufficiali, tra cui c'era anche Nash, nuova cerimonia si svolse a bordo dell'Inflictor, al termine della quale Ciena cambiò le sue mostrine con quella nuova, poi venne subito convocata ad una riunione con il Gran  Moff, i festeggiamenti erano finiti, ora si faceva sul serio.

Ora Randd non sorrideva più, era ridiventato un freddo stratega, comunicò loro che si stava preparando la battaglia finale, che avrebbe praticamente impegnato tutta la Flotta Imperiale, e naturalmente anche l'Alleanza Ribelle avrebbe dovuto fare lo stesso, se voleva occupare quel settore della galassia, sarebbe stata una battaglia gigantesca che avrebbe deciso il destino della galassia. Era stato creato un punto d'incontro, un punto focale che avrebbe assorbito tutte le forze disponibili.

Era stato preparato tutto, avrebbero sconfitto la Ribellione una volta per tutte, su Jakku, un pianeta desertico, totalmente inutile, ma presto sarebbe divenuto famoso come il pianeta in cui la Ribellione era stata sconfitta per sempre.

Ciena non era molto convinta, forse ci sarebbero riusciti, forse no, non è che a lei importasse molto, doveva combattere, era costretta a combattere, anche se non credeva più nell'Impero, che alternative aveva ? Arrendersi ai ribelli ? Da quello che sapeva, non erano molto gentili con i prigionieri. Disertare ? Cosa sarebbe accaduto alla sua famiglia ?

Non aveva altra scelta, anche se tutto quello in cui aveva creduto si era rivelato un inganno, doveva combattere una guerra che odiava, guardò l'ologramma, Jakku, così sia.


Jakku

" Rapporto ! "

" Il motore tre è sceso al sessantasei per cento di potenza, capitano. I motori uno e cinque sono completamente fuori uso. I motori tre e sette sono alla massima potenza. I motori due quattro e sei sono scesi sotto il trenta per cento. "

- Un giovane guardamarina a rapporto dal capitano Ciena Ree

Anche se non provava più alcuna lealtà per l'Impero, Ciena era perfettamente conscia del fatto che centinaia di migliaia di vite dipendevano da lei, così aveva cercato di dare il meglio di se in battaglia, ma ben pochi degli altri ufficiali si erano comportati come lei, ed ora correvano il rischio di essere annientati.

La situazione dei motori era preoccupante, se fossero riusciti a riparare il due, avrebbero potuto saltare nell'iperspazio, era l'unica cosa sensata da fare se volevano sopravvivere, sperando che non colpissero uno dei due ancora funzionanti.

Ciena era in plancia, osservava gli schermi che mostravano scenari da incubo, sia sopra Jakku, sia a terra,  i ribelli stavano attaccando ovunque, e le forze imperiali si stavano ritirando, difendendosi come potevano.

Era andato storto tutto fin dal principio, tanto che Ciena pensava che qualcuno avesse tradito, dovevano cambiare tattica, non potevano più contare sull'iterazione tra tutte le navi impegnate in combattimento, i ribelli avevano dimostrato che formazioni piccole erano spesso più letali, ed inoltre permettevano di attaccare contemporaneamente su più fronti, era un sistema che aveva dato ottimi risultati su Hoth, su Endor ed ora su Jakku.

Sentì la nave sussultare, prima ancora che suonassero gli allarmi, sapeva che avevano incassato un duro colpo, erano stati colpiti a poppa, stavano perdendo atmosfera, diede ordine di sigillare i ponti colpiti, così facendo aveva salvato la nave, ma quante centinaia se non migliaia di persone aveva condannato a morte per asfissia ?

Dovevano cambiare tattica, non aveva senso combattere secondo le vecchie tattiche, doveva parlare con il Gran Moff, illustrargli la sua idea, ma l'avrebbe ascoltata ? Si guardò intorno, tutti i suoi ufficiali cercavano di svolgere i loro incarichi nel miglior modo possibile nella speranza di sopravvivere, Ciena decise che doveva tentare, doveva riuscire a riportarli a casa, glielo doveva.

Stava per dare l'ordine di chiamare il Gran Moff Randd, quando la nave sussultò violentemente, i sensori rilevavano una falla nello scafo, ma non c'era segno di depressurizzazione, un altro sussulto, un altro ancora, nessuna depressurizzazione, Ciena capì, erano stati abbordati, era un incubo, e c'era una sola cosa da fare, la nave doveva essere distrutta, non si poteva farla cadere in mano nemica.

Autodistruzione, era l'unica cosa possibile, i suoi ufficiali, alcuni dei quali giovanissimi, erano spaventati dall'eventualità, Ciena li tranquilizzò, li convinse che avrebbero avuto tutto il tempo per raggiungere i gusci di salvataggio, poi quando li vide più calmi, diede l'ordine di prepararsi all'autodistruzione.

" Al mio segnale, prepararsi all'autodistruzione. Avvio tra dieci..... nove..... otto................ tre .... due..... uno. Avviare "

Il guardiamarina Perrin abbassò la leva che avrebbe avviato la sequenza, Ciena attese che si accendessero le luci rosse lampeggianti, che suonasse la sirena, che partisse la registrazione automatica che ordinava a tutto l'equipaggio di abbandonare la nave, ma..... non accadde nulla.

Ciena controllò i progetti della nave, gli allarmi lampeggiavano nei punti sbagliati, il nemico aveva disattivato i sl sistema, tutti in plancia attendevano i suoi ordini, nessuno sapeva cosa fare, lei sì.

Aveva l'occasione, l'occasione di portare a termine il suo incarico, mantenere il suo giuramento e liberarsi di quell'incubo una volta per tutte.

Tornò alla sua poltrona, si sedette, premette il pulsante che la metteva in comunicazione con tutta la nave e diede i suoi ordini, i suoi ultimi ordini.

" A tutto l'equipaggio, abbandonare la nave. A tutti i caccia stellari, raggiungere l'astronave imperiale più vicina. A tutto l'equipaggio, abbandonare la nave. Avete dieci minuti. "


Guarda con i miei occhi

" Sei completamente impazzita ? "

" Non so di cosa stai parlando, comandante Windrider. "

" Lascia perdere le formalità, dannazione. Se il sistema di autodistruzione fosse attivo, avremmo sentito la registrazione automatica. Questo sinifica che hai intenzione di distruggere la nave.... in qualche altro modo... "

" Dillo e basta. "

" Vuoi far schiantare l'Inflictor sul pianeta. "

" Devo impedire che i ribelli si prendano l'Inflictor, a qualunque costo. " " Non c'è altro modo, Nash. "

" Certo che c'è. Imposta le coordinate ed abbandona la nave. "

" Dovrei abbandonarla ai ribelli ? Si impadronirebbero la plancia, cambierebbero rotta e volerebbero via con il loro nuovo Star Destroyer. "

" Ti prego Ciena. Dimmi almeno che ci proverai. "

" Devo bloccare le porte, adesso. Addio. "

- Nash Windrider e Ciena Ree

Impostò le coordinate che avrebbero portato lo Star Destroyer a schiantarsi su Jakku, scollegò il comunicatore ed eseguì la procedura per bloccare le porte, si sarebbero aperte solo se qualcuno avesse detto la password: " Guarda con i miei occhi. "

Fatto ciò, si sedette sulla sua poltrona ed attese, si ritrovò a pensare a tutto ciò che non avrebbe più fatto, ma poi si rese conto che la gran parte delle persone e delle cose a cui stava pensando erano gia morte o ormai irragiungibili, i suoi genitori, Jude, Berisse, il suo Muunyak e... Thane, forse era morto anche lui, non lo sapeva e non lo avrebbe mai saputo.

Impostò lo schermo, ora mostrava la superficie di Jakku, ad ogni secondo che passava l'immagine si faceva più nitida, più dettagliata, i sensori iniziarono a lampeggiare, erano entrati nell'atmosfera, li ignorò, si accorse di piangere, non importava, avrebbe affrontato la sua sorte a testa alta, vivendone ogni singolo istante, fino all'ultimo.

Sarebbe morta con onore, non poteva chiedere di più.

Le porte antiblaster si aprirono, Ciena balzò in piedi cercando istintivamente di impugnare il blaster, ma non ce l'aveva, i capitani degli Star Destroyer non portavano mai armi in plancia.

Chi poteva essere riuscito ad entrare ? Chi poteva conoscere la sua password ? Una sola persona in tutta la galassia, una sola, ed era li, davanti a lei, era impossibile, era un'allucinazione, ma poi l'allucinazione si mosse, la chiamò, alzò le braccia per farle vedere che era disarmato, anche se aveva un blaster al fianco, aveva anche la fascia del lutto al braccio, Thane.

Voleva portarla via, non poteva, lei voleva restare con la sua nave, gli disse di andarsene, di prendere un guscio e salvarsi, ma lui le rispose che non se ne sarebbe andato senza di lei, non voleva che morisse, doveva salvarsi, ma lui non lo capiva, non se ne sarebbe andato senza di lei, glielo disse, non avevano più molto tempo, Thane non capiva che il tempo di Ciena era gia scaduto,

Ciena non capiva, cosa voleva da lei ? Perchè non capiva che quella era l'unica soluzione possibile per lei, per il suo onore, per essere leale al giuramento che aveva fatto ?

La nave cominciò a sobbalzare, tremare, dovette aggrapparsi alla poltrona per non perdere l'equilibrio, gli urlò di andarsene, ma Thane le rispose che non l'avrebbe lasciata li, si sentiva tremare, non voleva che Thane morisse, aveva pregato perchè si salvasse, non voleva essere responsabile della sua morte.

Stavano precipitando a spirale, vorticando lentamente, Ciena trasse un lungo respiro, poi si avvicinò a Thane, lo raggiunse, i loro sguardi si incrociarono e Ciena gli sferrò un pugno allo stomaco con tutta la forza che aveva, Thane cadde all'indietro, lei si chinò e gli sfilò il blaster dalla fondina puntandoglielo contro.

Non voleva sparargli, voleva stordirlo, caricarlo su un guscio di salvataggio e salvargli la vita, ma non vi riuscì,la colpì con un calcio alla gamba, Ciena cadde, il blaster le volò via, scivolando sul pavimento inclinato, si rialzarono, una di fronte all'altro, in posa di combattimento , Ciena caricò, Thane non riuscì ad evitarla e cadde sul pavimento battendo la testa, lei si sedette sul suo stomaco bloccandolo ed urlandogli " Porta il tuo culo ribelle fuori dalla mia plancia ! " Thane se la scrollo di dosso, facendola ruzzolare contro una paratia.

Ciena e Thane.jpg

Ciena era perplessa, perchè voleva toglierle la possibilità di uscire da quell'inferno con il suo onore intatto ? Se l'amava, perchè non rispettava le sue decisioni ? Lo colpì con un potente calcio, Thane fu costretto ad indietreggiare, Ciena notò con la coda dell'occhio che la superficie del pianeta era vicinissima, le immagini cominciarono ad annerirsi, segno che i sensori stavano fondendosi, la nave era ormai avvolta dalle fiamme.

Si sentì afferrare per la gamba e trascinare sul pavimento, la ferita le faceva un male cane, Thane era su di lei, le aveva bloccato le mani, lo colpì con una ginocchiata al fianco, poi con i due pugni uniti gli sferrò un tremendo colpo al volto, non andò giu, quanto duro era ?Non vide arrivare il pugno che la colpì in pieno volto, si tirò su, dandogli una spallata sotto l'addome che gli mozzò il fiato, caddero ambedue sopra un pannello di controllo, la nave fu percosa da una lunga vibrazione, la struttura inarcandosi emile un rumore straziante, quasi un urlo di dolore, attraverso gli oblò si vedevano solo fiamme, lo spinse indietro, poi si rialzo e si mosse verso di lui, doveva stordirlo fin che era senza fiato, si avvicinò a Thane, lui si girò, vide con orrore che le puntava il blaster contro, non avrebbe osato spararle, ma Thane non ci pensò, e premette il grilletto.

Ciena vide il lampo azzurro e poi il nulla, l'universo divenne nero.

Quando si riebbe, non capì dove fosse, dov'era la plancia ? Dov'era Thane ? Dov'era lei ? L'ultima cosa che ricordava era Thane che le puntava un blaster contro ed apriva il fuoco. Doveva averla salvata, ma salvata da chi ? Da cosa ? Non certo da se stessa.

Prigioniera, era prigioniera, il servizio informazioni diceva che i ribelli non erano per nulla teneri con i prigionieri, sicuramente l'avrebbero interrogata, forse torturata, non doveva aspettarsi nulla di buono. Cosa le sarebbe accaduto? Non voleva più vederlo, l'aveva disonorata, lo odiava.

Passò una settimana, era stata visitata da un dottore, poi da un avvocato, un avvocato! Sua madre non aveva avuto un avvocato. Le aveva mostrato un tabulato, era lungo parecchie schermate, erano le accuse a suo carico, descriveva dettagliatamente tutto ciò che aveva fatto, la sua partecipazione alle battaglie di Hoth, Endor e Jakku, nonostante ciò non era stata trattata male, era stata curata ed informata dei suoi diritti, la cella era spaziosa, luminosa, la branda era abbastanza comoda, le avevano fornito degli oloromanzi, dei giochini, poteva uscire per fare esercizio fisico un'ora al giorno, sempre sotto sorveglianza, beninteso, anche se i medici le raccomandavano di non forzare troppo, almeno finchè non fosse guarita un altro po'.

Ma Thane dov'era ?  Per una settimana non aveva voluto vederlo, ma poi.... Lo chiese al personale, le fu risposto che era in missione, che non appena fosse tornato l'avrebbero avvisato, passarono altri giorni, di Thane neppure l'ombra, poi improvvisamente le dissero che era tornato e che il giorno dopo sarebbe andato da lei.

Era li, osservava il campo di forza che chiudeva la sua cella, lo attendeva, anche se sapeva che non era ancora l'ora, lei ascoltava il minimo rumore, poi sentì un rumore di passi, lo riconobbe subito, era lui. Le sorrise, poi le chiese perchè non avesse vluto vederlo prima, lei gli rispose che avrebbe dovuto lasciarla sull'Inflictor, Thane le disse che la capiva, lei voleva compiere il suo dovere e nello stesso tempo lasciare l'Impero, l'unico modo per farlo era suicidarsi, ma era sbagliato.

Ciena lo guardò, i capelli gli si erano scuriti, era ancora più affascinante di come lo ricordasse, difficilmente chi non lo vedesse dall'infanzia l'avrebbe riconosciuto, ma lei, lei lo avrebbe riconosciuto sempre, se non altro dal suo sguardo.

Aveva ragione, Thane aveva ragione, ma nonostante ciò, avrebbe voluto che avesse rispettato la sua decisione. Parlarono a lungo, si riappropriarono della loro confidenza, della loro complicità, avrebbe voluto che lui la stringesse tra le braccia, ma non era possibile, gli raccontò di se, delle proprie paure, del fatto che era stata trattata bene, che si erano preoccupati delle sue condizioni di salute, Thane ascoltava, poi le chiese se avesse raccontato qualcosa di importante, se lo avesse fatto, la sua prigionia sarebbe stata molto più breve.

Ciena non era una traditrice, era stata ingannata per tutta la vita, ma non per questo era una traditrice, lui le disse che in ogni caso non ci sarebbe rimasta molto in prigione, era in gamba e la Nuova Repubblica aveva bisogno di persone come lei.

Non poteva crederci, la sua paura era quella di rimanere in quella cella per il resto della sua vita, Thane le rispose che aveva degli amici che avrebbero potuto aiutarla, Ciena non voleva che chiedesse dei favori per lei, lui le rispose che fosse come fosse, l'avrebbe aspettata, Ciena non voleva: 

" Sia come sia, lo sai che ti aspetterò, Vero ? "

" Non dovresti. "

" Tu lo faresti, se fossi al mio posto. "

" ... sì, lo farei. "

Alzò una mano e l'appoggiò al campo di forza, Thane fece lo stesso, erano quasi speculari, l'una il riflesso dell'altro, per sempre.


La storia di Ciena Ree si ferma qui, non ci sono altre informazioni disponibili, tutte le vicende riportate sono tratte dal romanzo Lost Stars di Claudia Grey.

Un'ultima cosa, Ciena Ree, creduta morta dal personale della Flotta Imperiale, fu proposta, dal suo collega ed amico Nash Windrider, per la massima onorificenza imperiale, la Medaglia d'onore imperiale, come esempio di lealtà, senso del dovere ed abnegazione. 


Personalità e carattere 

Cercare di capire la personalità ed il carattere di Ciena Ree, non è molto facile, ci sono molti aspetti contrastanti nel suo agire, due punti fermi: il principio, inculcatole fin dalla nascita, del senso dell'onore e del rispetto degli impegni presi; il suo amore per Thane Kyrell.

Il senso dell'onore era insito nella tradizione dei coloni della Prima Ondata, per Ciena, per la sua famiglia e per tutti gli abitanti delle valli, era qualcosa di fondamentale che permeava tutta la vita e che imponeva determinati comportamenti, oltretutto, quella degli abitanti delle valli era una comunità chiusa, dove tutti si conoscevano e dove tutti potevano contare sull'aiuto reciproco. 

Come vedremo, fu la mancanza di questo aiuto, di questo supporto che accentuò la crisi di valori, che forse era gia in atto, ma che esplose durante e dopo il processo alla madre, fu il senso dell'onore e la necessità, imprescindibile, di tener fede al giuramento di fedeltà all'Impero, che la spinse al sacrificio supremo quando la dicotomia tra ciò che era e ciò che doveva essere raggiunse livelli insopportabili.

L'amore per Thane è l'altro punto fermo della vita di Ciena, è un amore cresciuto lentamente, quasi in sordina, non è il colpo di fulmine o la cosa che ti sconvolge la vita, nasce da un incontro fortuito, da un interesse comune, da una frequentazione quasi obbligata, diventa amicizia, l'avversione delle relative famiglie crea quella complicità, quella comunione, quella intesa reciproca che poi sfocierà nel sentimento.

Se uniamo a queste prime considerazioni, una intelligenza pronta e vivace, una discreta dose di cocciutaggine, un innato senso del dovere, la necessità di dare sempre il meglio di sè, la voglia di primeggiare, un orgoglio fuori misura, la capacità di mettersi in gioco, ma di tener sempre ben presenti i limiti, la capacità di mettersi in mostra, senza rendersi antipatica, una buona dose di umiltà, spirito di sacrificio,dovremmo avere un quadro non dico chiaro, ma perlomeno illuminante di chi sia Ciena Ree, tutto ed il contrario di tutto.

Ci sono ulteriori spunti di riflessione, la storia di Ciena si svolge in un arco temporale ben definito, da 0 BBY, a 5 ABY, cioè da subito dopo la battaglia di Scarif, alla battaglia di Jakku, comprendendo Yavin, Hoth ed Endor, abbiamo così l'occasione di vedere le cose dal punto di vista di un ufficiale imperiale e soprattutto di capire in che modo l'Impero riuscisse a dare il proprio imprinting agli ufficiali ed ai soldati delle proprie forze armate.

In verità, la storia inizia ben prima, ma tutto quello che accade precedentemente alla sua entrata in servizio, non è altro che un prologo alla vicenda vera e propria.

Ciena Ree è una donna concreta, cresciuta in un ambiente essenziale e funzionale, dove non c'è spazio per tanti fronzoli, questo non vuol dire che non ami le comodità, ma semplicemente che ha una diversa scala di valori, parlando dell'arredamento della fortezza, dice infatti che Thane ha portato un sistema di climatizzazione ed altri aggeggi tecnologici ma che le cose veramente importanti le ha portate lei, coperte, lenzuola, e cose del genere, quando deve andare al ricevimento imperiale, il vestito è l'ultimo dei suoi pensieri, lei vorrebbe indossare l'uniforme, Jude ha il suo bel da fare per farle capire l'importanza di un abito da sera, ed ancor di più per poterglielo comprare.

Non vuole dipendere da altri, non vuole essere in debito con qualcuno, accetta di usare il simulatore di Thane per poter realizzare il suo sogno, e poi perchè c'è lui, durante il periodo dell'accademia, sviluppa un vero e proprio transfert per l'Impero e le sue istituzioni, tanto che quando accade l'episodio del cannone laser, e Thane cerca di farle capire che i colpevoli sono da ricercare all'interno della struttura dell'accademia, Ciena si rifiuta di credergli, un po' per paura di essere espulsa se dovesse seguirlo in ciò che intende fare, ma anche perchè non crede nella colpevolezza dei suoi superiori.

Questa sua fiducia nell'Impero e nei suoi esponenti, si incrinerà piano piano, ma in modo continuo durante la guerra, quando i suoi tentativi di giustificare l'operato delle forze imperiali diverranno sempre più deboli fino a che non si renderà conto, prima in occasione del processo alla madre, poi prima della battaglia di Endor, non solo di essere stata ingannata, ma di aver voluto essere ingannata.

Mentre Thane sviluppa una visione critica della politica e dell' operato imperiale, Ciena non ne è capace, legata com'è dal suo giuramento di fedeltà, considera i ribelli dei terroristi, considera la principessa Leia Organa una traditrice, arriva a giustificare la distruzione di Alderaan in nome di un bene superiore, viene sconvolta dalla distruzione della Morte Nera e dalla morte della sua amica Jude, scarica sui ribelli la colpa della guerra ( dopo la distruzione di Alderaan, dovevano mettersi il cuore in pace e tornarsene a casa. ), l'incontro con Darth Vader, la segna profondamente, pur essendo in un momento particolare, sta elaborando la certezza della morte di Jude, non può fare a meno di percepire l'aura di malvagità che emana da quell'uomo.

Ma il momento in cui Ciena veramente si pone in discussione è nel momento della diserzione di Thane, lei viene inviata a cercarlo, lo trova, è convinta di poterlo far rientrare nei ranghi, ( anche perchè c'è lei, e Thane non rinuncerebbe mai a lei, non ora, non nel momento in cui si sono finalmente trovati ) ed invece non ci riesce, Thane decide di restarne fuori, per Ciena il colpo è terribile, in particolar modo perchè si trova a dover decidere da che parte stare, dovrebbe denunciarlo, ma come può denunciare l'uomo che ama ? La fedeltà all'Impero o all'uomo che ama ?

Ciena fa la sua scelta, una scelta che le peserà sulla coscienza per lungo tempo e che peserà ancor di più nel momento in cui capirà che Thane è passato ai ribelli, è un doppio tradimento, prima ha tradito l'Impero, adesso ha tradito lei, le aveva promesso che non si sarebbe mai messo con i ribelli, ed invece....

Per Ciena che pone l'onore e la fedeltà alla parola data al di sopra di ogni cosa, è un colpo terribile, devastante, nonostante in qualche modo ne conosca le motivazioni.

Il punto di svolta, ciò che le fa capire cosa in realtà sia l'Impero, è il processo cui viene sottoposta la madre, l'accusa è palesemente falsa, serve solo a coprire dei funzionari imperiali corrotti, ma Ciena, quando torna su Jelucan, è ancora convinta che sia tutto un errore e che sua madre sarà riconosciuta innocente; ma appena arriva si accorge che il pianeta è cambiato, la gente è cambiata, e che la paura regna sulla sua terra.

Si rende conto ben presto che non ci sarà un processo equo, e che nessuno si farà avanti per contestare le accuse, si rende conto che la paura impedisce persino ai suoi vicini di esprimere la propria solidarietà, persino suo padre, ligio al giuramento di fedeltà all'Impero non si ribella ad una sentenza ingiusta, ad un processo che in realtà è una farsa, ironia della sorte, l'unica persona che le sarà accanto, che le porterà solidarietà, sarà colui che lei vorrebbe odiare e dimenticare, Thane.

Thane che rischia la vita pur di starle accanto in un momento difficile, Ciena si rende conto che non è più il ragazzo che lei ricordava, è cresciuto, è cambiato, è motivato, ed ha ragione, se non su tutto, su molte cose, ma nonostante questo, Ciena pensa ancora che si possano cambiare le cose, che l'Impero sia un faro nel caos, ma soprattutto si accorge che nonostante le idee e la militanza in campi avversi, si amano ancora e questo le da forza, anche la forza di dichiarare al suo comandante che giustizia è stata fatta.

E' su Endor che cadono le ultime illusioni, quando si trova dinanzi alla Seconda Morte Nera, Ciena capisce che l'Impero intende governare con il terrore, che non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere il controllo totale della galassia, ma ciò che più la spaventa è constatare che i suoi colleghi ufficiali, persino Nash Windrider, alderaaniano, che ha visto distruggere il suo pianeta dalla Prima Morte Nera, persino Berisse, sono d'accordo sulla necessità di uccidere miliardi di persone pur di trionfare.

Il successivo incontro con l'Imperatore, è altrettanto scioccante, Ciena si rende conto che sta servendo il male, il male assoluto, il trovarsi in combattimento, è una specie di catarsi, dimentica tutto, si concentra solo sul volare, combattere, sopravvivere, ma anche in queste condizioni, si rende conto che l'Imperatore non tiene in nessun conto la vita dei suoi soldati, la Morte Nera è operativa, comincia a far strage di navi ribelli, allora perchè far decollare i caccia ? Perchè molti buoni piloti devono morire per nulla ? A cosa servono queste morti inutili ?

La metamorfosi è compiuta, Ciena si è resa conto che l'Impero non è quello che lei credeva fosse, che gli alti ufficiali sono corrotti, che non esiste la giustizia, che molti se non la maggior parte dei suoi colleghi sono dei fanatici, disposti a qualsiasi cosa pur di favorire l'Impero, non crede più a nulla, vorrebbe uscirne ma non può, è legata dal giuramento di fedeltà, quel giuramento che non si sente di infrangere.

" Abbiamo giurato fedeltà all'Impero il giorno in cui Jelucan è stato annesso. Noi non infrangiamo i nostri giuramenti, neppure quando ci sentiamo traditi. " 

" Tua madre sa cos'è l'onore come lo so io. Te ne sei dimenticata Ciena ? "

Le parole di suo padre, le tradizioni, l'onore degli abitanti delle valli di Jelucan, la condizionavano, le impedivano di andarsene, di disertare, anche perchè aveva paura delle reazioni, cosa ne sarebbe stato di suo padre? Di sua  madre? 

Non aveva via d'uscita, anche il suicidio sarebbe un disonore, un venir meno al proprio dovere.

E' sulla base di queste considerazioni e dal succedersi di una serie di eventi che Ciena maturerà la decisione del supremo sacrificio.

La storia di Ciena è la storia della presa di coscienza, del passaggio da una realtà idealizzata alla realtà vera, è un passaggio distruttivo che unito ai principi che le sono stati inculcati sin dalla nascita, crea una dicotomia irrisolvibile, in parole povere, Ciena legata com'è alla sacralità di un giuramento, al senso dell'onore come aspetto irrinunciabile del suo essere, pur rendendosi conto di servire una causa sbagliata non può in nessun modo prendere le distanze, staccarsi da essa; ad un certo punto, pensa di chiedere di essere assegnata ad un qualche avamposto sconosciuto e terminare così la propria carriera, scomparendo dalla scena, eclissandosi, ma nel momento in cui viene nominata capitano di uno Star Destroyer, anche questa possibilità le viene negata.

Decide perciò di assolvere al proprio dovere nel miglior modo possibile, com'è suo costume, se non altro per la responsabilità che sente nei confronti dei suoi sottoposti, durante la battaglia di Jakku, la sua nave viene abbordata, dopo aver fallito il tentativo di autodistruzione, intravede la possibilità di uscire a testa alta dall'impasse in cui si trova.

La decisione di portare l'Inflictor a schiantarsi sul pianeta, non è un tentativo di suicidio, cioè lo è, ma non è che Ciena cerchi il suicidio, le viene offerta la possibilità di risolvere una situazione per altri versi irrisolvibile, se le riuscisse di far precipitare la nave, lascerebbe il servizio senza mancare al proprio giuramento e senza rimorsi, chiaramente non può abbandonare la nave.

Il fallimento del suo piano, ha un nome: Thane. Thane la credeva morta, anzi portava il lutto, ma quando si rende conto che è viva e cosa ha intenzione di fare, si precipita a salvarla.

Per Ciena è un incubo, non vuole abbandonare la nave e sa che Thane non se ne andrà, lei non vuole che muoia, per questo motivo attacca, vuole salvarlo, ma non ci riesce, anzi, accade l'opposto, Thane la stordisce e riesce a portarla via.

Ciena non riesce a perdonare a Thane il fatto di averla voluta salvare, di non aver rispettato il suo volere, ma non è una decisione che dura a lungo.

Ci sono degli altri aspetti da prendere in considerazione, abbiamo accennato all'amore che nasce tra Ciena e Thane, si è visto che è un amore che nasce piano, cresce senza che i due se ne rendano conto, a dire il vero, di qualcosa si rendono conto, solo che non sanno cos'è, anche la rivalità che si sviluppa tra i due, non è quella che potrebbe esserci tra due avversari, ma; anche quando, dopo il sabotaggio del cannone laser, litigano e si allontanano; è più quella che potrebbe esserci tra due compagni di squadra, c'è complicità.

L'amore esplode dopo Yavin, a questo proposito è interessante notare che è Ciena a prendere l'iniziativa, sempre, Thane si rivela timido ed impacciato, Ciena invece una volta deciso cosa vuole, lo vuole.

Ciena non è una donna da mezze misure, una volta sicura dei propri sentimenti e dei suoi, si dona senza riserve e senza ripensamenti, e non torna indietro, anche quando è sicura che non vedrà più Thane, che ormai è un capitolo chiuso, non cerca altre avventure, non cede alle avances di Nash.

Il loro è un rapporto basato sulla fiducia, sul rispetto e sulla libertà reciproca, ci sono due momenti nella storia di Ciena e Thane, che fanno capire di che tipo sia il loro rapporto, quando Ciena costringe Thane ad andarsene da Jelucan con la minaccia di denunciarlo, perchè lo fa? Lui ha appena rinunciato a lei, le ha detto addio, lei è convinta che fra loro sia tutto finito, eppure lo costringe a partire, perchè? Perchè sa che se Thane dovesse rimanere sul pianeta sarebbe finito, passerebbe la vita a compiangersi e prima o poi si farebbe prendere, andandosene ha la possibilità di rifarsi una vita. Quando Thane torna su Jelucan per offrire solidarietà a Ciena ed a suo padre in occasione del processo della madre, perchè lo fa? E' quasi convinto che Ciena non sia più quella che lui conosceva, rischia la vita per starle vicino con la consapevolezza di correre il rischio di essere denunciato, eppure.... .

Il senso del dovere, pur essendoci la possibilità, come in effetti accade, di trovarsi l'una contro l'altro, non la esime dal compiere il proprio dovere, anzi cerca di salvarlo, come succede prima di Endor, tra loro c'è un legame che travalica gli schieramenti, le idee, la lotta che sono costretti ad affrontare.

Un cenno particolare, merita il fatto che raccontando la storia di Ciena, riviviamo la storia della Guerra Civile Galattica dal punto di vista imperiale, ci immergiamo nei rapporti tra ufficiali e sottoposti, scopriamo come tutti abbiano paura di Darth Vader, come l'Impero abbia formato i suoi uomini, li abbia praticamente resi sue creature, disposti a giustificare qualsiasi eccesso, di come li abbia staccati dai loro affetti, dai loro amici, di come controlli le loro vite e le loro azioni, del disprezzo per le popolazioni dei pianeti annessi o conquistati, dell'arroganza del potere.

Mostra che la vita umana è una moneta facilmente spendibile, gli ufficiali superiori, immersi nei loro giochi di potere, non tengono in nessun conto la sorte dei loro uomini o la valutano molto poco, certo, alcuni sono più umani, come Piett, ma nel complesso, la necessità di obbedire incondizionatamente agli ordini dell'Imperatore e di Darth Vader, la fede cieca nella loro superiorità tattica e strategica e tecnologica, li porta a sottovalutare sistematicamente gli avversari ed a mettere i loro sottoposti in costante pericolo.

L'ortodossia politica, cioè l'obbedienza cieca, assoluta, senza nessun dubbio, o per lo meno senza manifestare alcun dubbio nei dettami, nella politica e nelle strategie imperiali. E' un tratto comune di tutti i regimi dittatoriali, anche Ciena si trova nelle condizioni di dover fare buon viso a cattivo gioco, dopo il processo a sua madre, quando dichiara al capitano Ronnadam che la sentenza è giusta, su Endor, quando non ha il coraggio di controbattere le idee di Nash e Berisse sulla nuova Morte Nera, su Jakku, quando resasi conto dell'inadeguatezza delle tattiche imperiali, esita a chiamare il Gran Moff Randd, per paura che non l'ascolti, il che sarebbe il meno, ma specialmente di esporsi , non sapendo quali siano le idee del Gran Moff e se sia capace di accettare i suggerimenti di un sottoposto.


Competenze ed abilità

Ciena Ree, è una grande pilota, ha una capacità innata e lo dimostra in parecchie occasioni, ma non è solo questo, è in grado di utilizzare qualsiasi tipo di armamento portatile, ha una buona preparazione tecnica, ha esperienza di comando, quando le affidano il comando di uno Star Destroyer, non frequenta nessun corso, prende il comando e basta, questo significa che è gia in grado di condurre uno Star Destroyer. 

Voi mi direte che il comandante di uno Star Destroyer, non deve mica pilotarlo, d'accordo, è vero, però penso che debba operare tutta una serie di decisioni, che senza una conoscenza approfondita della nave, delle sue possibilità, delle sue caratteristiche, delle sue procedure, non potrebbe mai prendere.


Dietro le quinte

> Ciena Ree è uno dei due protagonisti, l'altro è Thane Kyrell, del romanzo Lost Stars, scritto da Claudia Grey ed

Gugulethu Sophia " Gugu " Mbatha-Raw

edito nel 2015.

> Il romanzo era parte di un progetto multimediale comprendente venticinque tra romanzi e fumetti, il progetto si proponeva di raccontare ciò che era accaduto nel periodo intercorrente tra la battaglia di Endor ( Star Wars Episodio VI: Il ritorno dello Jedi ) e il nuovo episodio , Star Wars Episodio VII: Il risveglio della Forza.

> L'episodio in cui Ciena Ree e Thane Kyrell, incontrano il Gran Moff Wilhuff Tarkin viene descritto anche nel romanzo Tarkin, scrotto da James Luceno ed edito nel 2016.

> Per la descrizione di Ciena Ree, la scrittrice Claudia Grey, si è ispirata all'attrice Gugulethu Sophia " Gugu " Mbatha- Raw

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