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Il soggetto di questo articolo fa parte del brand "Legends". Il soggetto di questo articolo appare nella Era dell'Ascesa dell'Impero.

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Shmi Skywalker Lars
Informazioni biografiche
Pianeta di origine

Tatooine

Nato/a

72 BBY

Morto/a

22 BBY

Descrizione fisica
Specie

Umano

Sesso

Femmina

Altezza

1.63 metri

Colore capelli

Castani

Colore occhi

Marroni

Informazioni cronologiche e politiche
Era/e

Rinascita dell'Impero

Affiliazione/i

Negozio di Watto

"Non puoi impedire che le cose cambino. Così come non puoi impedire che i soli tramontino."
―Shmi Skywalker a suo figlio, Anakin Skywalker[src]

Shmi Skywalker Lars è conosciuta come il più vecchio antenato degli Skywalker, era la madre del Jedi Anakin Skywalker, e la nonna di Luke Skywalker e Leia Organa Solo.

Nata su un Pianeta sconosciuto, Shmi fu venduta alla Schiavitù fin da piccola. Nel 42 BBY fece nascere un bambino di nome Anakin, e anche lui diventò schiavo. Essa teneva molto a cuore il figlio, e avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarlo. Dopo che Anakin partì per diventare un Jedi nel 32 BBY, lei fu venduta a Cliegg Lars, egli le diede libertà e se la sposò. Prima della Guerra dei Cloni, Shmi morì tra le braccia di suo figlio dopo essere stata torturata brutalmente da una banda di predatori Tusken.

Biografia

Infanzia (72 BBY-66 BBY)

Shmi nacque nel 72 BBY su un Pianeta sconosciuto. All' età di sei anni, Shmi e la sua famiglia imbarcarono su un astronave che conduceva ai Territori dell'Orlo Esterno, dove furono catturati da Pirati e venduti nella schiavitù.

Vita da schiava (66 BBY-32 BBY)

"La Repubblica non esiste da queste parti. Dobbiamo sopravvivere da noi stessi"
―Shmi a Padmé Amidala[src]

Shmi ebbe un infanzia difficile, portata da un sistema all'altro da molti padroni pur facendo la serva. Quando raggiunse l'età adulta fu tolta dal lavoro di serva e fu costretta in lavori di pulizia. Mentre alcuni padroni erano crudeli, altri erano gentili ad esempio Pi- Lippa, insegnò a Shmi molte tecniche preziose. Pi-Lippa aveva in mente di liberare Shmi, ma dopo la sua morte, Shmi fu venduta a dei parenti.

Shmi ed Anakin arrivano su Tatooine per servire Gardulla the Hutt.

Durante questo tempo Shmi scoprì che era incinta e diede vita ad un bambino che chiamò Anakin. Lei disse che suo figlio fu concepito senza un padre, ma non potè spiegare come. Ciò nonostante accettò la sua nascita e lo allevò. Tre anni dopo, Shmi e suo figlio entrarono in possesso del Criminale Hutt Gardulla the Elder su Tatooine.

Dopo che Gardulla perse la proprietà sui due in una scommessa, Shmi e Anakin divennero schiavi del rigattiere Watto. Tuttavia, Watto, come Gardulla, si comportò spesso in modo molto aspro e raramente mostrava il suo lato più morbido ai due.

Sotto la cura di Watto Shmi e il figlio potevano permettersi dei semplici lussi, e gli era permesso di avere degli oggetti personali. Quando aveva tempo da dedicare al figlio, Shmi spendeva molto del suo tempo libero preoccupandosi del desiderio di avventura del bambino. Sia che dovesse trovare dei pezzi di ricambio per Watto, sia che dovesse sospendere temporaneamente i suoi doveri per aiutare qualcuno, Anakin si recava spesso nei guai. Shmi cercò in alcuni momenti di contrastare questa sua tendenza di aiuto verso gli altri poiché aveva paura di perderlo da un momento all'altro. I due furono molto uniti, e nonostante non avessero abbastanza soldi, Anakin fece molti piccoli regali alla madre per mostrare il forte affetto che nutriva nei confronti di quest'ultima.

Il sacrificio di una madre

"Figliolo, il mio posto è qui, il mio futuro è qui. E' arrivato il momento di lasciarti andare...ora, sii coraggioso. Non voltarti indietro." -Shmi ad Anakin

Un giorno dopo essere tornato alla capanna che lei e il figlio si dividevano, incontrò il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn  ed i suoi compagni da Naboo: Padmé Amidala, Jar Jar Binks ed il loro Droide Astromeccanico R2-D2. Shmi offì loro ospitalità ed un rifugio in cui stare durante la tempesta di sabbia che avvolse Mos Espa. Come Anakin, Shmi credette che il gruppo fosse arrivato per liberare gli schiavi. Dissero che non fu il loro obbiettivo quando raccontarono ad Anakin la loro situazione di come furono rimasti bloccati su Tatooine durante una missione diplomatica a Coruscant. Anakin offrì ad i loro nuovi amici il suo aiuto per la riparazione della nave rivelando un piano in cui Qui-Gon Jinn avrebbe avuto il compito di sponsorizzare il giovane nella ormai vicina gara di Boonta Eve Classic. Shmi era comunque in disaccordo. Ma fu soltanto quando Anakin ripeté la frase della madre sulla sua idea di aiutare il prossimo che la madre permise al figlio di aiutare gli stranieri.

Fu mentre guardavano Anakin preparare il suo Sguscio che Shmi parlo a Qui-Gon Jinn del suo miracoloso dono. Quando lo Jedi rivelò a shmi che la sua presenza nella forza era particolarmente forte, la madre chiese al Maestro se poteva fare qualcosa per cambiare il suo futuro. Ma invece di riceve la risposta in cui sperava, Qui-Gon Jinn rispose che non era nei loro piani liberare schiavi.

☀Shmi era ben consapevole delle doti eccezionali di Anakin, e tentava di nasconderle il più possibile al toydariano. Watto tuttavia scoprì l’incredibile talento naturale di Anakin come pilota, e pensò di sfruttarlo per ottenerne qualche guadagno. Anakin dimostrò di essere un pilota eccellente, nonostante non fosse mai stato in grado di terminare una corsa. Benchè Anakin – con enorme sollievo di Shmi – uscisse pressoché illeso da tutte le gare, lei odiava vederlo correre in quelle che chiamava “quelle orribili corse”. Era molto protettiva nei confronti del figlio, e credeva che anche solo standogli accanto avrebbe potuto tenerlo al sicuro da ogni pericolo.

Ad ogni modo, Shmi continuava a desiderare un futuro migliore per Anakin. Il suo talento e le sue qualità straordinarie le avevano fatto capire che non era destinato a una vita da schiavo.

Il sogno di una madre realizzato

"Figlio, il mio posto è qui. Il mio futuro è qui. È giunto il momento che tu segua la tua strada... ora, sii coraggioso e non voltarti indietro."
―Shmi Skywalker ad Anakin Skywalker[fonte]

Nel 32 BBY il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn, Padmé Amidala, Jar Jar Binks e R2-D2, provenienti da Naboo, si presentarono nel negozio di Watto in cerca di pezzi di ricambio per l’astronave su cui stavano viaggiando, diretti verso Coruscant. Una tempesta di sabbia li sorprese all’uscita dal negozio e Anakin si dimostrò subito generoso nei loro confronti, offrendo loro ospitalità nel piccolo tugurio che gli Skywalker chiamavano casa. Poiché il Maestro Jedi non aveva denaro a sufficienza per pagare Watto, Anakin si offrì di aiutarlo partecipando alla Boonta Eve Classic. Shmi inizialmente era contraria, per via della pericolosità della corsa. Tuttavia credeva in cuor suo che Anakin fosse destinato ad aiutare quegli sconosciuti e, quando il bambino le rammentò le sue stesse parole sulla necessità di aiutare gli altri nel bisogno, acconsentì.

Qui-Gon Jinn aveva capito che le doti straordinarie di Anakin dipendevano da un eccezionale potenziale nella Forza. Quando Shmi gli rivelò la nascita miracolosa del bambino, il Maestro Jedi le rispose che probabilmente era stata la volontà della Forza stessa a generare la vita nel suo grembo. Shmi, speranzosa, chiese a Qui-Gon se poteva fare qualcosa per aiutare Anakin, e rimase delusa quando il Jedi replicò malinconico che non era venuto a liberare schiavi.

A insaputa della donna, tuttavia, prima della corsa Qui-Gon si recò da Watto e scommise la libertà di Anakin e Shmi sulla vittoria del bambino. Watto però non era disposto a cedere entrambi schiavi, e lanciò un cubo di sorte per decidere quale dei due sarebbe stato liberato. Qui-Gon, che intendeva portare con sé Anakin su Coruscant perché fosse addestrato come Jedi, usò i propri poteri per influenzare il lancio.

Shmi assistette alla gara da lontano, con trepidazione. Con sua grande sorpresa e gioia, Anakin vinse. Durante i festeggiamenti, Shmi abbracciò il bambino e gli disse che era molto fiera di lui.

Dopo aver confermato l’accordo con Watto, Qui-Gon disse a Shmi che Anakin era libero, ed espresse la sua intenzione di prenderlo con sé. Fu allora che Shmi, confortata dal Jedi, prese la decisione più difficile della sua vita: lasciar andare il suo unico figlio.

Mentre si preparava per partire, il piccolo Anakin confessò alla madre i suoi dubbi riguardo al lasciare casa. Shmi lo incoraggiò e gli diede un commovente addio, dicendogli di non voltarsi indietro e di non preoccuparsi per lei. Sapeva che il proprio futuro era su Tatooine, quello di Anakin fra le stelle. Prima di andarsene il bambino le promise che un giorno sarebbe tornato a liberarla, ma non sapeva a quel tempo che la vita del Jedi preclude questo tipo di missioni personali.

Libertà

Mentre Anakin veniva addestrato come Jedi, Shmi rimase al servizio di Watto. Il toydoriano si era ingentilito, e la trattava con maggior rispetto. In alcuni periodi particolarmente critici, arrivò addirittura a condividere con lei il proprio cibo.

Nel 30 BBY Shmi assistette alle contrattazioni tra il devaroniano Villie e Watto, che lo indusse con l’inganno a comprare dei pit droid difettosi, per compensare un debito che il devaroniano aveva nei suoi confronti. Villie cadde nell’inganno, e acquistò i droidi. Shmi, su ordine del padrone, radunò i droidi e li portò alla nave di Villie, la Inferno, scegliendo di non informare il devaroniano dell’imbroglio di Watto.

In seguito, Watto sperperò il proprio denaro nel gioco d’azzardo. Il suo vizio contribuì inoltre a creargli una cattiva reputazione. Le sue perdite economiche furono di tale entità che fu costretto a vendere Shmi a Cliegg Lars, un estrattore di umidità che si era innamorato di lei. Watto trovò mille scuse per ritardare la transazione, diviso tra il tormento di perdere la sua unica schiava e la speranza che Shmi potesse essere felice con Cliegg. Con l’aiuto della stessa Shmi, Cliegg e suo figlio Owen indussero Watto a cedere loro la schiava in cambio di lenti Tobal. In seguito, Watto ammise di aver disattivato la trasmittente da schiava di Shmi poco dopo la partenza di Anakin per paura che la donna, sconsolata per la perdita del figlio, iniziasse a vagare lontano, rischiando in questo modo di attivare il congegno esplosivo nascosto nel suo corpo.

Quando Cliegg chiese la sua mano, Shmi accettò. Si era innamorata di lui ed era molto affezionata anche a Owen, e voleva essere parte della loro vita. Tutti insieme, vissero tranquillamente alla fattoria dei Lars come estrattori di umidità, formando una famiglia amorevole e unita.

Shmi raccontava spesso ai suoi familiari di Anakin, e diceva che le mancava molto. Benché si sentisse accolta nella famiglia Lars, Shmi nutriva ancora una profonda nostalgia per il figlio e sperava di rivederlo. Ogni notte vegliava, sperando di vederlo ritornare dalle stelle.

In quegli anni Shmi teneva un diario su cui scriveva quasi tutti i giorni, per annotare eventi e pensieri. Molti anni dopo, il diario sarebbe stato trovato da sua nipote Leia Organa Solo. Leggendolo, Leia potè farsi un’idea di com’era stato suo padre prima di diventare Darth Vader e, col tempo, riuscì a perdonarlo.

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